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WhatsApp usato per diffondere LANDFALL, il nuovo spyware per Android Samsung

WhatsApp usato per diffondere LANDFALL, il nuovo spyware per Android Samsung

9 Novembre 2025 09:18

I ricercatori dell’Unità 42 di Palo Alto Networks hanno individuato una nuova famiglia di spyware Android precedentemente sconosciuta, denominata LANDFALL. Per la sua diffusione, gli attori malevoli hanno sfruttato una vulnerabilità zero-day (CVE-2025-21042) nella libreria di elaborazione delle immagini Android integrata nei dispositivi Samsung.

Questa falla non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un modello ricorrente di vulnerabilità simili riscontrate in diverse piattaforme mobili. La CVE-2025-21042 è stata attivamente sfruttata in attacchi reali (in-the-wild) prima della sua correzione, rilasciata da Samsung nell’aprile 2025, in seguito alle prime segnalazioni di compromissioni. Tuttavia, né l’exploit né lo spyware commerciale associato erano stati finora analizzati o documentati pubblicamente.

LANDFALL veniva distribuito attraverso file immagine dannosi in formato DNG, presumibilmente inviati tramite WhatsApp.

La tecnica impiegata ricorda da vicino una catena di exploit che, nell’agosto 2025, aveva coinvolto Apple e WhatsApp, così come una seconda campagna osservata a settembre, legata alla vulnerabilità CVE-2025-21043. È importante sottolineare che non sono state identificate vulnerabilità sconosciute in WhatsApp nel corso dell’indagine.

Un aspetto cruciale è che la campagna LANDFALL risulta attiva già dalla metà del 2024, quindi mesi prima della divulgazione pubblica delle altre vulnerabilità. Lo spyware sfruttava la zero-day di Android/Samsung CVE-2025-21042 ben prima che venisse corretta.

La falla è stata patchata da aprile 2025, eliminando il rischio per gli utenti Samsung attuali. Successivamente, a settembre, Samsung ha corretto un’ulteriore vulnerabilità zero-day (CVE-2025-21043) nella stessa libreria di elaborazione delle immagini, rafforzando la protezione contro questo tipo di exploit.

L’analisi dell’Unità 42 fornisce una rara visibilità su un’operazione spyware avanzata rimasta attiva e non rilevata per mesi, offrendo importanti informazioni sugli abusi avvenuti prima della correzione delle vulnerabilità.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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