
Mentre la consapevolezza sulla cybersicurezza cresce, il mercato nero dei dati personali non accenna a fermarsi.
Un recente post apparso su un noto forum frequentato da criminali informatici in lingua russa, scoperto dai ricercatori di Red Hot Cyber, mette in luce una realtà inquietante: la svendita sistematica della nostra identità digitale, con un focus particolare sul nostro Paese.
Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
L’utente “aisdata”, un venditore con una reputazione consolidata all’interno della piattaforma (come indicato dal grado “Seller” e dalle transazioni garantite), ha messo in vendita un database mastodontico.
Il prezzo fissato per l’intero pacchetto è di $5.000, una cifra irrisoria se rapportata all’immensa quantità di dati sensibili contenuti.

Ciò che emerge dall’analisi dettagliata dei file è un dato che deve far riflettere. Il criminale sta vendendo un pacchetto specifico per l’Italia che conta ben 26.351.868 numeri di telefono.
Non si tratta di semplici sequenze numeriche anonime: secondo quanto riportato dal venditore, il database include l’abbinamento diretto tra Nome, Cognome e Numero di Telefono. Questa combinazione trasforma un semplice elenco in una mappa precisa per colpire milioni di cittadini con attacchi mirati.

Esaminando i dati forniti dagli autori delle minacce, emerge che numerose coppie di dati sono state precedentemente combinate da dump, tra cui spicca il noto “Fuck Facebook”, una raccolta di informazioni derivanti da una violazione dei dati dovuta a un’API esposta nel 2019.
Queste informazioni sono state a lungo circolanti all’interno delle comunità criminali underground, consentendo l’accesso a una serie di dati degli utenti Facebook, quali ID Facebook, nome, cognome, numero di telefono e ulteriori dettagli.
Nel mese di agosto del 2025, un attore delle minacce aveva messo in vendita dei dati, dichiarando di essere in possesso di 35 milioni di dati personali di italiani provenienti da Facebook.
Appare evidente che il dataset sia il risultato di una precedente raccolta di dati sensibili, successivamente riorganizzati per essere commercializzati illecitamente.
La presenza di numeri di telefono associati a nominativi, anche se non aggiornati, comporta rischi significativi di phishing, smishing e frodi online, poiché tali informazioni tendono ad essere aggiornate in modo meno frequente rispetto ad altri dati, consentendo così una disponibilità prolungata nel tempo.
Oltre al caso critico dell’Italia, la scala dell’operazione è globale. Dalla lista parziale visibile nello screenshot, emergono altre cifre impressionanti:
La presenza di nome e cognome accanto al numero di telefono eleva drasticamente il pericolo:
In un momento in cui i dati di metà della popolazione italiana potrebbero essere nelle mani di malintenzionati, è fondamentale:
Il post di “aisdata” è un duro monito: la nostra privacy ha un prezzo sul mercato nero, e il fatto che oltre 26 milioni di italiani siano stati “schedati” conferma che la sicurezza dei dati è la vera emergenza del nostro tempo.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeUn massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…
Cyber ItaliaA nome di tutta la redazione di Red Hot Cyber, desideriamo rivolgere un sentito ringraziamento alla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica per il lavoro quotidiano svolto con professionalità, competenza e profondo senso dello…
VulnerabilitàUna falla di sicurezza è stata individuata all’interno di Linux, la quale può essere sfruttata in un brevissimo lasso di tempo, tant’è che il kernel comincia subito a operare con la memoria precedentemente rilasciata. Un…
CulturaSan Francisco: 9 gennaio 2007 L’aria aveva qualcosa di strano, come quando sai che sta per succedere qualcosa ma non sai cosa. Steve Jobs era sul palco del Macworld Conference & Expo, jeans, dolcevita nero,…
CyberpoliticaL’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni italiana ha inflitto a Cloudflare Inc. una sanzione amministrativa superiore ai 14 milioni di euro per mancato rispetto della normativa italiana contro la pirateria online. Il provvedimento è stato…