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33.000 tonnellate di ferro… e un’indagine dove AIS e log sono trappole da cyber intelligence

33.000 tonnellate di ferro… e un’indagine dove AIS e log sono trappole da cyber intelligence

27 Gennaio 2026 07:17

Una recente operazione nel porto di Brindisi, condotta dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e coordinata dalla Procura di Brindisi, è un esempio concreto di come il contrasto alla criminalità organizzata, al terrorismo e – più in generale – a molte minacce ibride (cyber incluso) possa essere sostenuto anche attraverso l’uso rigoroso di fonti aperte e di dati tecnici “apparentemente ordinari”.

Secondo quanto riportato da fonti aperte, gli operatori della GdF hanno proceduto al sequestro di circa 33.000 tonnellate di materiale ferroso custodito a bordo di una motonave mercantile proveniente dalla Russia, in un contesto investigativo che si innesta sul quadro delle sanzioni e sul tema della loro possibile elusione.

Perché interessa i lettori di Red Hot Cyber?

Al di là delle considerazioni geopolitiche – che vedono il Mediterraneo come una cerniera permanente tra interessi, rotte, energia e proiezioni di potere – questo caso merita attenzione per un motivo specifico: non è solo una “operazione giudiziaria”. È la dimostrazione pratica che oggi l’investigazione moderna vive di tre elementi:

  • controllo e interrogazione delle banche dati;
  • analisi di tracce telemetriche e di navigazione;
  • capacità umana di correlare indicatori (intuizione investigativa + metodo).

È lo stesso schema che vediamo nel dominio cyber: eventi singoli che, isolati, “non dicono nulla”; ma che, messi in catena con altri elementi, diventano pattern.

Dati marittimi come “telemetria” investigativa: AIS e anomalie

Le fonti aperte indicano che, nella ricostruzione investigativa, sarebbero stati valutati i tracciati AIS (Automatic Identification System) in relazione alla rotta della nave e, soprattutto, ai momenti in cui tale sistema risultava interrotto o non trasmittente.

Va detto con chiarezza: l’AIS può avere interruzioni legittime (ad esempio per ragioni di sicurezza o procedure operative). Tuttavia, un investigatore ragiona per eccezioni: se le interruzioni avvengono in prossimità di specifici porti o in finestre temporali “sensibili”, l’evento esce dalla normalità e diventa un indicatore. Da solo non è una prova, ma è un segnale che merita verifica e correlazione.

Nel cyber chiamiamo questo passaggio “detection” e “triage”. In mare, il concetto non cambia: un buco di telemetria è una domanda, non una risposta. La risposta arriva quando il buco si incastra con altri dati.

Il livello “freddo” della navigazione: ECDIS

Un secondo livello, più strutturale, è quello della traccia interna di pianificazione e navigazione: ECDIS (Electronic Chart Display and Information System), cioè il sistema di cartografia elettronica e supporto alla condotta della navigazione.
Sempre secondo la ricostruzione riportata, l’estrazione e l’analisi di tali dati avrebbero consentito di accertare sosta e operazioni di carico nel porto russo di Novorossijsk tra il 13 e il 16 novembre 2025.

Questo passaggio è rilevante perché, dal punto di vista probatorio, si avvicina a ciò che nel cyber chiameremmo “artefatto di sistema”: non una narrazione, ma una traccia tecnica che contribuisce a delimitare tempi, luoghi e comportamenti.

Dal dato al quadro operativo

A supporto dei livelli tecnici, la consultazione di banche dati specialistiche – tra cui, secondo quanto riferito, Lloyd’s List Intelligence (tramite strumenti in uso ad ADM) – avrebbe permesso di consolidare e contestualizzare il quadro investigativo.

Qui il messaggio è semplice: la differenza tra informazione e prova è spesso la contestualizzazione. Nel cyber lo vediamo ogni giorno: IP, log, hash, identità digitali e infrastrutture diventano significative solo se inserite in una catena coerente. Nel dominio marittimo vale lo stesso: registri, proprietà, pattern di gestione e storici operativi servono a trasformare frammenti in ipotesi verificabili.

La lezione per chi fa intelligence (e per chi lavora nel cyber)

Questo caso restituisce un’evidenza operativa: le tecnologie non “fanno” l’indagine da sole. La fanno le persone che sanno usarle, e che hanno investito in upgrade formativi e in una cultura del dato. Vale per la Guardia di Finanza, vale per ADM, vale – più in generale – per tutte le FF.OO.
Ed è anche un promemoria: quando la minaccia è ibrida, la separazione netta tra domini (marittimo, economico-finanziario, cyber) è spesso un’illusione. Il dato è l’anello di congiunzione. La correlazione è la leva. La prudenza giuridica è la cornice.

Concludendo, il Mediterraneo resta cerniera del mondo e spazio di deterrenza
Fermo restando un principio non negoziabile del nostro ordinamento – si è innocenti fino a prova contraria – gli elementi che emergono dalle ricostruzioni disponibili mostrano come un approccio fondato su OSINT, telemetria, banche dati e forensic possa produrre risultati investigativi di alto livello.
E qui si torna al Mediterraneo: non è “solo mare”, è spazio strategico. Mackinder ci ha insegnato a leggere il potere in funzione di geografia e accessi; oggi, in quella stessa logica, il Mediterraneo è una cerniera dove passano merci, energia, interessi e – sempre più – dati e infrastrutture. Chi controlla gli snodi, anche con strumenti sobri e rigorosi, non fa solo un sequestro: aumenta il costo della zona grigia.

Riferimenti (fonti aperte e background tecnico)

  • La Gazzetta del Mezzogiorno (17 gennaio 2026): sequestro nave a Brindisi con 33.000 tonnellate di materiale ferroso – notizia e dettagli sul provvedimento.
  • la Repubblica – Bari (17 gennaio 2026): sequestro a Brindisi e richiamo alle sanzioni UE – ricostruzione giornalistica.
  • TRM Network (17 gennaio 2026): “Controlli incrociati su documenti e sistemi di bordo” – focus sul metodo investigativo.
  • IMO – International Maritime Organization: pagina informativa su AIS (regolazione SOLAS e finalità del sistema).
  • IMO – Resolution MSC.530(106), Performance Standards for ECDIS (adottata 7 novembre 2022) – quadro tecnico di riferimento.
  • RHC – “Maxi-operazione della GdF: sgominata rete del dark web che vendeva banconote false e documenti falsi” (14 febbraio 2025).
  • RHC – “Cyber operazioni antidroga: Italia all’avanguardia” (articolo su indagini web della GdF).

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Villani 150x150
Dilettante nel cyberspazio, perenne studente di scienze politiche, sperava di conoscere Stanley Kubrick per farsi aiutare a fotografare dove sorge il sole. Risk analysis, Intelligence e Diritto Penale sono la sua colazione da 30 anni.
Aree di competenza: Geopolitica, cyber warfare, intelligence, Diritto penale, Risk analysis

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