
Stefano Gazzella : 9 Gennaio 2023 07:06
Il Ministero della Salute ha annunciato la dismissione dell’app Immuni e della piattaforma unica nazionale per la gestione del sistema di allerta COVID-19 poco più di un mese dall’autorizzazione del Garante Privacy a continuare il trattamento relativo al Sistema di allerta COVID-19 in seguito all’acquisizione delle revisioni della valutazione d’impatto.
Ma il 31 dicembre 2022 è oramai la data di fine corsa, e potremo forse ricordare la storia di questa e delle altre app di tracciamento improvvisate dalle regioni come una lezione. O almeno, questa è la speranza.
Ebbene, dal momento che i numeri per loro intrinseca natura sono sì manipolabili, ma difficilmente mentono, si è realizzato un conclamato ed annunciato fallimento. Eppure, al disastro annunciato tutt’ora resiste lo storytelling della (ir)ragion di Stato, per cui l’app fu la migliore mai realizzata, gioiello tecnologico invidiato da chiunque, pietra dei filosofi per la salvezza dal COVID-19.
CVE Enrichment Mentre la finestra tra divulgazione pubblica di una vulnerabilità e sfruttamento si riduce sempre di più, Red Hot Cyber ha lanciato un servizio pensato per supportare professionisti IT, analisti della sicurezza, aziende e pentester: un sistema di monitoraggio gratuito che mostra le vulnerabilità critiche pubblicate negli ultimi 3 giorni dal database NVD degli Stati Uniti e l'accesso ai loro exploit su GitHub.
Cosa trovi nel servizio: ✅ Visualizzazione immediata delle CVE con filtri per gravità e vendor. ✅ Pagine dedicate per ogni CVE con arricchimento dati (NIST, EPSS, percentile di rischio, stato di sfruttamento CISA KEV). ✅ Link ad articoli di approfondimento ed exploit correlati su GitHub, per ottenere un quadro completo della minaccia. ✅ Funzione di ricerca: inserisci un codice CVE e accedi subito a insight completi e contestualizzati.
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Parole e vuota narrativa di quella retorica che ha fatto eco a un “dovere morale” invocato da alcuni per invocare lo scaricamento di un’app presentata come salvifica pur in assenza di alcun tipo di coordinamento o integrazione con un sistema per gestire efficacemente il tracciamento dei contatti.
Circa i costi, verrebbe da chiedersi il loro ammontare dal momento che a fronte di uno sviluppo gratuito ci sono state molteplici iniziative a supporto fra cui possiamo ricordare a titolo di esempio il call center nazionale unico nonché le continue ed incessanti campagne di comunicazione fra cui l’annunciata “maratona TV”. Quanto è costata l’intera opera di moral suasion?
Quanta fiducia dei cittadini nei confronti delle soluzioni digitali proposte dallo Stato è andata perduta in seguito alla poca trasparenza, alla riduzione della dignità di un cittadino al livello di un beta tester? Vogliamo dimenticare forse le reazioni di ostilità nei confronti di dubbi, critiche o contestazioni?
Ebbene, non bisogna dimenticare per apprendere un’importante lezione che tocca tematiche di protezione dei dati personali ma soprattutto il concetto di cittadinanza digitale e i pericoli derivanti da alcune “leggerezze” che se vengono realizzate da parte dello Stato si traducono in mancate tutele o compressioni irragionevoli di diritti fondamentali.
Leggendo il comunicato di dismissione, si apprende che “la App IMMUNI non sarà più disponibile negli store delle applicazioni mobile (Apple, Google, Huawei) e, sugli smartphone su cui la App è già stata installata, non funzionerà più per attivare e ricevere le notifiche di allerta di eventuale contatto stretto con altri utenti della App per le finalità del contact tracing digitale. Inoltre, l’applicazione non sarà più utilizzabile per l’acquisizione delle Certificazioni verdi COVID-19 (cd “green pass”) ma solo per conservare quelle già acquisite.”.
Insomma: per i nostalgici rimane la possibilità di impiegare l’app per conservare il Green Pass. Qui la data di fine corsa è il 30 giugno 2023, in cui cesserà l’applicazione del regolamento europeo istitutivo del c.d. Digital COVID certificate. E la speranza anche qui è che da tale storia di sproporzioni e incertezze digitali si possa uscire apprendendo qualcosa.
Stefano Gazzella
Un’episodio di cyberattacco ha interessato Leroy Merlin, coinvolgendo i dati personali di numerosi clienti in Francia, con un impatto su centinaia di migliaia di individui. Leroy Merlin assicura che...

Gli sforzi dei legislatori e delle forze dell’ordine per contrastare il riciclaggio di denaro e le procedure più complesse di verifica delle schede SIM non hanno indebolito in modo significativo la...

Sviluppatori e amministratori di tutto il mondo stanno aggiornando urgentemente i propri server a seguito della scoperta di una vulnerabilità critica in React Server, che consente agli aggressori di ...

Il panorama della sicurezza informatica moderna è imprescindibile dalla conoscenza della topografia del Dark Web (DW), un incubatore di contenuti illeciti essenziale per la criminalità organizzata. ...

Dalla pubblicazione pubblica di ChatGPT nel novembre 2022, l’intelligenza artificiale (AI) è stata integrata in molti aspetti della società umana. Per i proprietari e gli operatori delle infrastru...