
Tutto il mondo è paese, e gli impiegati infedeli (o i pagamenti non consoni, dipende dai punti di vista), sono sempre un problema per ogni organizzazione, lecita o illecita che sia.
Un affiliato della Conti cyber-gang, ha fatto trapelare il playbook del gruppo ransomware dopo aver affermato che la famigerata organizzazione di criminali informatici lo ha sottopagato per aver svolto il suo lavoro.
Un ricercatore di sicurezza ha condiviso un commento proveniente da un forum online presumibilmente pubblicato da qualcuno che ha fatto affari con Conti che include informazioni sull’operazione ransomware-as-as-service (RaaS) di Conti ransomware, secondo un rapporto.
Il RaaS è un modello in cui uno sviluppatore di ransomware esperto crea e gestisce tutti gli strumenti e l’infrastruttura necessari per eseguire gli attacchi, mentre gli affiliati reclutati fanno il vero lavoro sporco.
Di solito accettano di ricevere una percentuale che va dal 20 al 30 percento del riscatto guadagnato, anche se questa percentuale varia rispetto al riscatto ottenuto (come abbiamo visto per Darkside e REvil).
Apparentemente, il gruppo non ha pagato un affiliato scontento quanto previsto, portando a uno sproloquio online e a una fuga di dati chiave che rappresentano
“il santo graal dell’operazione dei team di penetration test di Conti ransomware”
ha affermato l’hacker etico e ricercatore di sicurezza Vitali Kremez, secondo il rapporto.
I dati rivelati dal post includevano gli indirizzi IP per i server di comando e controllo Cobalt Strike (C2s) del gruppo e un archivio di 113 MB che contiene numerosi strumenti e materiale di formazione su come Conti esegue attacchi ransomware, secondo il rapporto, che è stato successivamente verificato di Kremez su Twitter.
L’affiliato ha affermato di aver ricevuto solo 1.500 dollari per il suo lavoro, brontolando che “reclutano dei creduloni e si dividono i soldi tra di loro”.
Un altro ricercatore di sicurezza, che si fa chiamare @Pancak3 su Twitter, ha consigliato a tutti in un tweet di bloccare diversi indirizzi IP per evitare attacchi da parte del gruppo.
Quindi, qualora vogliate agire, impostate sui vostri firewall o sulle ACL dei blocchi relativamente a questi IP.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaUna nuova, grave minaccia scuote il panorama della cybersicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dagli analisti di Paragon Sec alla redazione di Red Hot Cyber, un pericoloso threat actor ha messo all’asta nel celebre forum underground…
Cyber ItaliaUn nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…
CybercrimeAvevamo già parlato di VoidLink qualche giorno fa, si tratta di un framework composto da oltre 30 moduli che possono essere combinati per soddisfare specifici obiettivi degli aggressori su ciascuna macchina infetta. L’evoluzione dello sviluppo…
CybercrimeUn percorso poco visibile, utilizzato per la gestione dei certificati di sicurezza dei siti web, ha permesso per alcune settimane di aggirare le protezioni di Cloudflare e raggiungere direttamente i server delle applicazioni. La vulnerabilità…
CybercrimeUn gruppo di pirati informatici sta utilizzando un toolkit di exploit zero-day per compromettere istanze VMware ESXi in modalità non controllata, approfittando di multiple vulnerabilità per superare le restrizioni delle macchine virtuali. L’attuale incidente sottolinea…