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Affiliati arrabbiati di Conti Ransomware, fanno trapelare informazioni importanti.

Affiliati arrabbiati di Conti Ransomware, fanno trapelare informazioni importanti.

7 Agosto 2021 07:24

Tutto il mondo è paese, e gli impiegati infedeli (o i pagamenti non consoni, dipende dai punti di vista), sono sempre un problema per ogni organizzazione, lecita o illecita che sia.

Un affiliato della Conti cyber-gang, ha fatto trapelare il playbook del gruppo ransomware dopo aver affermato che la famigerata organizzazione di criminali informatici lo ha sottopagato per aver svolto il suo lavoro.

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Un ricercatore di sicurezza ha condiviso un commento proveniente da un forum online presumibilmente pubblicato da qualcuno che ha fatto affari con Conti che include informazioni sull’operazione ransomware-as-as-service (RaaS) di Conti ransomware, secondo un rapporto.

Il RaaS è un modello in cui uno sviluppatore di ransomware esperto crea e gestisce tutti gli strumenti e l’infrastruttura necessari per eseguire gli attacchi, mentre gli affiliati reclutati fanno il vero lavoro sporco.

Di solito accettano di ricevere una percentuale che va dal 20 al 30 percento del riscatto guadagnato, anche se questa percentuale varia rispetto al riscatto ottenuto (come abbiamo visto per Darkside e REvil).

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Apparentemente, il gruppo non ha pagato un affiliato scontento quanto previsto, portando a uno sproloquio online e a una fuga di dati chiave che rappresentano

“il santo graal dell’operazione dei team di penetration test di Conti ransomware”

ha affermato l’hacker etico e ricercatore di sicurezza Vitali Kremez, secondo il rapporto.

I dati rivelati dal post includevano gli indirizzi IP per i server di comando e controllo Cobalt Strike (C2s) del gruppo e un archivio di 113 MB che contiene numerosi strumenti e materiale di formazione su come Conti esegue attacchi ransomware, secondo il rapporto, che è stato successivamente verificato di Kremez su Twitter.

L’affiliato ha affermato di aver ricevuto solo 1.500 dollari per il suo lavoro, brontolando che “reclutano dei creduloni e si dividono i soldi tra di loro”.

Un altro ricercatore di sicurezza, che si fa chiamare @Pancak3 su Twitter, ha consigliato a tutti in un tweet di bloccare diversi indirizzi IP per evitare attacchi da parte del gruppo.

Quindi, qualora vogliate agire, impostate sui vostri firewall o sulle ACL dei blocchi relativamente a questi IP.


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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione