Nell’era della digitalizzazione, le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate e difficili da rilevare. Recentemente, una campagna di attacco mirata ha sfruttato SharePoint per distribuire Xloader, un malware noto anche come Formbook.
Questo attacco rappresenta un esempio di alto livello di ingegneria del cybercrimine, con tecniche avanzate di evasione e compromissione.
L’attacco dietro SharePoint
Source: sublime.security
Gli attaccanti hanno orchestrato un attacco complesso basato su email ingannevoli che simulavano comunicazioni ufficiali di SharePoint. Un pulsante fittizio “Open Files” indirizzava le vittime a un file .zip dannoso, ospitato su un server esterno. Al suo interno, un file binario denominato document.exe era progettato per eseguire attività malevole.
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Il Sublime Threat Research Team ha identificato l’attacco grazie a indicatori sospetti:
Impersonificazione del marchio Microsoft: Loghi falsi e modelli di SharePoint creati con tecniche di visione artificiale.
Domini sospetti: I domini del mittente non corrispondevano alle destinazioni dei link.
Linguaggio manipolatorio: Frasi studiate per rubare credenziali attraverso l’ingegneria sociale.
Grazie al servizio LinkAnalysis, il team ha seguito il percorso dei link, scaricato i file e analizzato ogni elemento. Il binario document.exe si è rivelato essere uno script AutoIT, un linguaggio di scripting legittimo ma spesso abusato dai cybercriminali.
L’analisi ha evidenziato
Obfuscazione complessa: Shellcode mascherato, con trucchi anti-analisi come GetTickCount e Sleep per sfuggire alle emulazioni.
Injection avanzato: Lo script si iniettava in processi come svchost.exe e netsh.exe, una caratteristica distintiva dei malware loader.
Tracce lasciate: Un file denominato “lecheries” nella directory temporanea ha permesso ulteriori indagini sul comportamento del malware.
Strumenti come Ghidra e x32dbg hanno rivelato l’uso di API critiche (CreateProcessW, VirtualAlloc, SetThreadContext), sottolineando la sofisticazione dell’attacco.
La payload finale è stata identificata come Xloader, un infostealer capace di:
Raccogliere credenziali, screenshot e sequenze di tasti.
Effettuare injection in più processi, incluso explorer.exe.
Utilizzare il doppio caricamento di ntdll.dll per aggirare i rilevatori.
L’indagine ha anche collegato l’attacco a TrickGate, un noto packer malware utilizzato per distribuire Xloader. Gli elementi iniziali dello script AutoIT e dello shellcode presentavano tecniche associate a TrickGate, come confermato da precedenti ricerche.
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Conclusione
Questa campagna evidenzia la necessità di un monitoraggio costante e di strategie difensive sempre più avanzate per contrastare le minacce informatiche. Le tecniche sofisticate impiegate dai cybercriminali richiedono risposte rapide, preventive e basate su aggiornamenti tempestivi, oltre a una consapevolezza organizzativa elevata.
Proteggersi non è solo una questione tecnica, ma un impegno continuo nell’analisi delle dinamiche di attacco e nella costruzione di infrastrutture digitali resilienti. La capacità di adattarsi a un panorama digitale sempre più complesso è fondamentale per ridurre i rischi e garantire la sicurezza in un contesto interconnesso e in continua evoluzione.
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Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
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