Il gruppo di programmatori russi dietro il malware Medusa è stato arrestato da funzionari del Ministero degli Interni russo, con il supporto della polizia della regione di Astrakhan.
Secondo gli investigatori, tre giovani specialisti IT erano coinvolti nello sviluppo, nella distribuzione e nell’implementazione di virus progettati per rubare dati digitali e violare i sistemi di sicurezza. Lo ha riferitoIrina Volk sul canale Telegram, che ha allegato un video degli arresti.
Gli investigatori hanno stabilito che le attività del gruppo sono iniziate circa due anni fa . All’epoca, i sospettati avevano creato e pubblicato sui forum degli hacker un programma chiamato Medusa, in grado di rubare account utente, wallet di criptovalute e altre informazioni riservate. Il virus si è diffuso rapidamente attraverso comunità chiuse, dove è stato utilizzato per attaccare reti private e aziendali.
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Uno degli incidenti registrati è stato un attacco informatico nel maggio 2025 a un’agenzia governativa nella regione di Astrakhan. Utilizzando software proprietario, gli aggressori hanno ottenuto l’accesso non autorizzato a dati ufficiali e li hanno trasferiti su server sotto il loro controllo. È stato avviato un procedimento penale ai sensi della Parte 2 dell’Articolo 273 del Codice Penale russo, che prevede la responsabilità per la creazione e la distribuzione di malware.
Gli investigatori del Dipartimento per la criminalità informatica del Ministero degli Interni russo, con il supporto della Guardia Nazionale russa, hanno arrestato i sospettati nella regione di Mosca. Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati computer, dispositivi mobili, carte di credito e altri oggetti, confermando il loro coinvolgimento in reati contro la sicurezza informatica.
L’indagine ha rivelato che gli sviluppatori di Medusa avevano creato anche un altro strumento dannoso. Questo software era progettato per aggirare le soluzioni antivirus, disattivare i meccanismi di difesa e creare botnet , ovvero reti di computer infetti utilizzate per lanciare attacchi informatici su larga scala.
Sono state imposte misure di custodia cautelare a tutti e tre gli indagati. Le indagini proseguono per individuare possibili complici e ulteriori casi di attività illecita.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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