I ricercatori di Varonis hanno scoperto la piattaforma MaaS (malware-as-a-service) Atroposia. Per 200 dollari al mese, i suoi clienti ricevono un Trojan di accesso remoto con funzionalità estese, tra cui desktop remoto, gestione del file system, furto di informazioni, credenziali, contenuto degli appunti, wallet di criptovalute, dirottamento DNS e uno scanner integrato per le vulnerabilità locali.
Secondo gli analisti, Atroposia ha un’architettura modulare. Il malware comunica con i server di comando e controllo tramite canali crittografati ed è in grado di bypassare il Controllo Account Utente (UAC) per aumentare i privilegi in Windows.
Una volta infettato, fornisce un accesso persistente e non rilevabile al sistema della vittima. I moduli chiave di Atroposia sono:
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HRDP Connect avvia una sessione di desktop remoto nascosta in background, consentendo agli aggressori di aprire applicazioni, leggere documenti ed e-mail e, in generale, interagire con il sistema senza alcun segno visibile di attività dannosa. I ricercatori sottolineano che gli strumenti standard di monitoraggio dell’accesso remoto potrebbero “non rilevare” questa attività.
Il file manager funziona come un familiare Esplora risorse di Windows: gli aggressori possono visualizzare, copiare, eliminare ed eseguire i file. Il componente grabber cerca i dati per estensione o parola chiave, li comprime in archivi ZIP protetti da password e li invia al server di comando e controllo utilizzando metodi in-memory, riducendo al minimo le tracce dell’attacco sul sistema.
Stealer raccoglie dati di accesso salvati, dati del portafoglio di criptovalute e file di chat. Il gestore degli appunti intercetta tutto ciò che l’utente copia (password, chiavi API, indirizzi del portafoglio) in tempo reale e lo conserva per gli aggressori.
Il modulo di spoofing DNS sostituisce i domini con gli indirizzi IP degli aggressori a livello di host, reindirizzando silenziosamente le vittime verso server controllati dagli hacker. Questo apre le porte a phishing, attacchi MitM, falsi aggiornamenti, iniezione di adware o malware e furto di dati tramite query DNS.
Lo scanner di vulnerabilità integrato analizza il sistema della vittima alla ricerca di vulnerabilità non corrette, impostazioni non sicure e software obsoleto. I risultati vengono inviati agli operatori di malware sotto forma di punteggio, che gli aggressori possono utilizzare per pianificare ulteriori attacchi.
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I ricercatori avvertono che questo modulo è particolarmente pericoloso negli ambienti aziendali: il malware potrebbe rilevare un client VPN obsoleto o una vulnerabilità di escalation dei privilegi, che può quindi essere sfruttata per ottenere informazioni più approfondite sull’infrastruttura della vittima. Inoltre, lo scanner analizza i sistemi vulnerabili nelle vicinanze per rilevare eventuali movimenti laterali.
Varonis osserva che Atroposia prosegue la tendenza verso la democratizzazione del crimine informatico.
Insieme ad altre piattaforme MaaS (come SpamGPT e MatrixPDF), riduce la barriera tecnica all’ingresso, consentendo anche ad aggressori poco qualificati di condurre efficaci “attacchi in abbonamento”.
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Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
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