Infatti Alpha Team ha risposto condividendo gratuitamente i dati ottenuti durante l’hack di FederPrivacy. DI seguito quanto riportato recentemente all’interno del forum underground che riporta alcuni passi del comunicato stampa di Federprivacy:
** Nel suo comunicato stampa sull'ultimo hack subito da federprivacy.org, Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy: "E, per quanto ci riguarda, anche se la natura dei dati che sono stati trafugati alla nostra associazione non riveste particolare sensibilità, perché riguardano soprattutto informazioni relative all’attività di professionisti che spesso sono disponibili pubblicamente sui siti web dei rispettivi ordini di appartenenza, ciò non sminuisce ovviamente la gravità dell’accaduto, anche se rimane comunque l’amaro in bocca per tutti noi, e anche per ciò che mi riguarda direttamente e personalmente."
** In risposta a questo comunicato stampa, abbiamo preferito non usare parole ma evidenze: condivideremo gratuitamente tutti i dati raccolti durante l'Hack su FEDERPRIVACY.ORG "Non c'è fumo senza fuoco".
** Giudicate voi se 'il signor Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy' dice il vero.
** Messaggio ai soci FEDERPRIVACY#ORG: "Meglio soli che male accompagnati"
Nel suo comunicato stampa, Bernardi sottolinea che i dati rubati riguardano principalmente informazioni pubblicamente disponibili sulle attività dei professionisti associati. Tuttavia, ammette anche che l’incidente è serio riportando che la sensazione di amarezza permane sia per lui che per l’intera associazione.
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Alpha Team, la cyber gang responsabile dell’attacco, ha riportato che “abbiamo preferito non usare parole ma evidenze”. All’interno del post nel forum underground, annunciano di condividere gratuitamente tutti i dati raccolti durante l’hack di FederPrivacy. L’azione sembra sfidare le dichiarazioni di Bernardi sollevando dubbi sulla magnitudo dei dati esfiltrati.
In un messaggio diretto ai membri di FederPrivacy, Alpha Team lancia una frecciatina: “Meglio soli che male accompagnati.” Una dichiarazione enigmatica che potrebbe sottolineare la vulnerabilità dell’associazione rispetto alle minacce informatiche.
Alpha Team ha precedentemente rivendicato responsabilità per attacchi informatici di risonanza, inclusi quelli a un’azienda italiana e all’acquisizione di numerosi database. Nella recente violazione di FederPrivacy, i criminali informatici hanno acceduto a informazioni riservate di clienti e membri dell’organizzazione, acquisendo anche tutta la corrispondenza interna.
Inizialmente, Alpha Team ha dichiarato di mettere in vendita il database di FederPrivacy. Tuttavia, a seguito alle potenziali implicazioni negative per i professionisti italiani, hanno ritirato l’offerta di vendita.
La vicenda di FederPrivacy continua a evolversi, con il presidente Bernardi e Alpha Team che sembrano sfidrasi apertamente. La sicurezza online è più che mai al centro dell’attenzione, e i professionisti italiani sono chiamati a riflettere sulla vulnerabilità dei loro dati in un mondo sempre più connesso e minacciato dalla cyber criminalità.
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Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza:Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione
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Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
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Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
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