
In relazione a quanto riportato da Red Hot Cyber riguardo alla rivendicazione di un presunto attacco informatico ai danni di InfoCert, pubblicata nel forum underground Breach Forums, l’azienda ha prontamente diffuso un comunicato stampa per chiarire la situazione e rassicurare i propri clienti.
Nel comunicato, InfoCert ha dichiarato di aver rilevato la pubblicazione non autorizzata di dati personali riconducibili ai propri clienti, specificando che l’origine dell’incidente è riconducibile a un fornitore terzo.
In data 27 dicembre u.s., in occasione delle continue attività di monitoraggio dei nostri sistemi informatici, è stata rilevata la pubblicazione non autorizzata di dati personali relativi a clienti censiti nei sistemi di un fornitore terzo.
Tale pubblicazione è frutto di un'attività illecita in danno di tale fornitore, che non ha però compromesso l'integrità dei sistemi di InfoCert.
Nel confermare che sono in corso tutti gli opportuni accertamenti sul tema, anche al fine di eseguire le necessarie denunce e notifiche alle Autorità competenti, siamo fin da ora in grado di informare che nessuna credenziale di accesso ai servizi InfoCert e/o password di accesso agli stessi è stata compromessa in tale attacco.
Sarà nostra cura fornire ulteriori approfondimenti non appena possibile.
Cordiali saluti
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La società ha sottolineato che i propri sistemi interni non sono stati compromessi e che nessuna credenziale di accesso ai loro servizi, incluse password, è stata violata.

InfoCert ha ribadito l’impegno a collaborare con le autorità competenti e a condurre tutte le verifiche necessarie per approfondire l’accaduto, fornendo aggiornamenti tempestivi ai clienti.
Questa vicenda mette ancora una volta in luce l’importanza di un rigoroso controllo della sicurezza informatica, non solo all’interno delle infrastrutture aziendali, ma anche lungo l’intera catena di fornitura, dove eventuali falle possono rappresentare un rischio significativo.
In conclusione, l’incidente che ha coinvolto InfoCert sottolinea l’importanza cruciale della sicurezza informatica lungo tutta la Supply Chain, soprattutto in un contesto in cui le minacce cyber continuano a evolversi, sfruttando le vulnerabilità dei fornitori terzi.
La protezione dei dati non può più limitarsi ai soli sistemi interni di un’azienda: ogni anello della catena di fornitura deve essere monitorato con attenzione e reso sicuro per prevenire compromissioni. Sebbene non sia facile esercitare un controllo completo sulle catene di approvvigionamento, la direttiva NIS2 rappresenta un passo importante in questa direzione, imponendo una stretta regolamentazione sui controlli della Supply Chain e obbligando le organizzazioni a identificare, valutare e mitigare i rischi legati ai fornitori.
Questa normativa europea richiede standard di sicurezza elevati e un approccio sistematico alla protezione delle infrastrutture critiche, con un focus sulla gestione dei fornitori terzi come parte integrante della strategia di sicurezza aziendale.
L’adozione di misure proattive, tra cui audit regolari dei fornitori, monitoraggio continuo delle vulnerabilità e implementazione di tecnologie avanzate di sicurezza, diventa non solo un obbligo normativo ma una necessità strategica per tutelare la fiducia dei clienti, proteggere i dati e prevenire danni reputazionali ed economici.
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