
Oggi sembra una giornata infinita per quel che riguarda i crimini informatici. Ma è anche risaputo che nel week end, i criminali informatici, sfruttando le carenze del personale IT all’interno delle aziende, colpiscono senza sosta.
Poche ore dopo della notizia che l’italiana Clementoni è stata colpita dal ransomware Conti, veniamo a conoscenza che i server dell’azienda Toscana di igiene urbana Alia S.p.a. è stata colpita da un attacco informatico nella giornata di domenica.
La Alia Servizi Ambientali S.p.A. è una grande azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti ambientali nella zona di Firenze e nella Toscana e risulta attiva in 59 comuni toscani, 1.5 milioni di clienti serviti ed è la quinta società italiana del settore con 1800 dipendenti e 225 milioni di euro di ricavi.
Intanto l’azienda ha comunicato quanto segue:
“Si registra l’impossibilità di accedere al portale, ai relativi servizi digitali e a tutti i sistemi informatici. I servizi essenziali, le attività dì raccolta e spazzamento sono stati al momento garantiti. Dalla giornata dì martedì potranno verificarsi criticità, principalmente sul ritiro ingombranti e servizi Covid”.
E ha aggiunto che:
“Sono state attivate tutte le opportune procedure e le comunicazioni alle autorità competenti. Scusandoci per gli eventuali disagi, indipendenti dalla volontà dell’azienda, si conferma il massimo impegno dì tutto il nostro personale e dei nostri tecnici per garantire il più rapido ritorno all’operatività”.
L’attacco sembrerebbe iniziato nella giornata di domenica:
“I servizi essenziali, le attività dì raccolta e spazzamento sono stati al momento garantiti. Dalla giornata di domani potranno verificarsi criticità, principalmente sul ritiro ingombranti e servizi Covid. Sono state attivate tutte le opportune procedure e le comunicazioni alle autorità competenti”.
Nella giornata del 07/12/2021, siamo venuti a conoscenza che l’attacco informatico, come precedentemente ipotizzato è stato effettuato utilizzando il modello RaaS, utilizzando un cryptolocker.
A quanto pare la richiesta di riscatto è arrivata all’organizzazione tramite mail, chiedendo 400 mila euro per evitare la pubblicazione dei dati nelle underground.
Intanto, il presidente della Alia riporta: “non pagheremo”, come normalmente accade in una normale crisis management dove al centro del problema si trova il ransomware.
RHC ha effettuato una ricognizione sui noti DLS delle cyber-gang, ma ancora non risulta nessuna pubblicazione inerente i fatti, normalmente questo avviene perché la cyber-gang e l’organizzazione ancora sono agli inizi della trattativa.
Intanto Alia si scusa
“per gli eventuali disagi, indipendenti dalla volontà dell’azienda, e conferma il massimo impegno di tutto il personale e dei nostri tecnici per garantire il più rapido ritorno all’operatività”.
Ed informa i suoi clienti:
“Alia informa che, a seguito dell’attacco hacker subito domenica ai propri server, si registra l’impossibilità di accedere al portale, ai relativi servizi digitali e a tutti i sistemi informatici. Regolarmente attivo il call center aziendale – dalle 08.30 alle 19.30 da lunedì a venerdì ed il sabato fino alle 14.30 – ai numeri 800.888 333, 199 .105 105, 0571.196 93 33. I servizi essenziali, le attività dì raccolta e spazzamento sono al momento garantiti”.
RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in forma anonima, potete contattarci utilizzando le mail crittografate accessibili a questa URL: https://www.redhotcyber.com/contattaci
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