Gli analisti di Sucuri hanno scoperto che gli hacker utilizzano la directory MU-plugins (Must-Use Plugins) di WordPress per nascondere codice dannoso ed eseguirlo senza essere rilevati. La tecnica è stata individuata per la prima volta nel febbraio 2025, ma la sua adozione è in crescita: gli aggressori stanno attualmente sfruttando i plugin MU per lanciare tre diversi tipi di codice dannoso.
Questo genere di plugin sono un tipo speciale di plugin di WordPress che vengono eseguiti a ogni caricamento di pagina e non richiedono l’attivazione nel pannello di amministrazione. Si tratta di file PHP memorizzati nella directory wp-content/mu-plugins/ che vengono eseguiti automaticamente quando la pagina viene caricata e non vengono visualizzati nel pannello di amministrazione nella pagina Plugin, a meno che non venga selezionato il filtro Must-Use.
Tali plugin vengono utilizzati, ad esempio, per applicare regole di sicurezza personalizzate su scala dell’intero sito, migliorare le prestazioni, modificare dinamicamente le variabili e così via. Poiché i plugin MU vengono eseguiti a ogni caricamento di pagina e non compaiono nell’elenco dei plugin standard, possono essere utilizzati per eseguire segretamente un’ampia gamma di attività dannose, tra cui il furto di credenziali, l’iniezione di codice dannoso o la modifica dell’output HTML.
Advertising
Gli specialisti di Sucuri hanno scoperto tre payload che gli aggressori inseriscono nella directory MU-plugins:
redirect.php : reindirizza i visitatori (esclusi i bot e gli amministratori registrati) a un sito dannoso (updatesnow[.]net) che visualizza una falsa richiesta di aggiornamento del browser per indurre la vittima a scaricare malware;
index.php : una web shell che funge da backdoor, recuperando ed eseguendo codice PHP da un repository GitHub;
custom-js-loader.php : carica JavaScript che sostituisce tutte le immagini sul sito con contenuti espliciti e intercetta tutti i link esterni, aprendo invece pop-up fraudolenti.
I ricercatori ritengono che la web shell sia il più pericoloso tra questi esempi, poiché consente agli aggressori di eseguire comandi da remoto sul server, rubare dati e condurre successivi attacchi agli utenti e ai visitatori della risorsa.
Gli altri due tipi di malware hanno maggiori probabilità di danneggiare la reputazione e la SEO di un sito attraverso reindirizzamenti sospetti e tentativi di installare malware sui computer dei visitatori.
Finora i ricercatori di Sucuri non sono riusciti a determinare il metodo esatto con cui sono stati infettati i siti web interessati. Si ritiene che gli aggressori sfruttino vulnerabilità note nei plugin e nei temi di WordPress oppure credenziali di amministratore deboli.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.