Questa volta a colpire con il ransomware una organizzazione italiana, non sono i soliti noti come Conti o LockBit, ma un altra cybergang ransomware: Vice Society.
L’ARPAM è l’acronimo di Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente relativamente alla regione Marche, ovvero un ente della pubblica amministrazione italiana, costituito e operante in ogni Regione d’Italia.
Ciascuna Regione ha costituito la propria Agenzia. Sono 19 le ARPA regionali, le due APPA delle province autonome di Trento e Bolzano e ISPRA compongono il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) istituito dalla legge 132/2016.
L’ARPAM nasce come Ente di diritto pubblico, dotato di autonomia tecnico-giuridica, amministrativa e contabile, con sede in Ancona.
Con Deliberazione della G.R. n.556 OT/AMB del 14.03.2001 è stato approvato il Regolamento dell’ARPAM, ai sensi dell’art. 9 della L.R. n.60/97. Successivamente, con deliberazione DG ARPAM n.276 del 21.09.2004, tale regolamento è stato parzialmente modificato in relazione alla parte della gestione della contabilità, con adozione della contabilità economico-patrimoniale.

Accedendo al link presente nel Data Leak Site di Vice, si accede ad un “directory browsing” che riporta una serie di cartelle che possono essere esplorate fino ad arrivare ai file contenuti.
Troviamo all’interno informazioni sul personale dell’organizzazione e sui dirigenti, dati personali, informazioni sui bilanci e sulle consulenze.

RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda, oppure la stessa azienda voglia fare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino è stato impossibile.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda. Oggi occorre cambiare mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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