
Sembra che la cyber-gang Avaddon abbia scelto la AXA (una compagnia multinazionale di assicurazioni francese), in quanto attirata per un suo comunicato che riportava la rinuncia di risarcimento per i danni causati da azioni illegali derivati da attacchi ransomware, nell’ambito delle polizze assicurative informatiche in Francia. Questo secondo quanto riportato nei forum di OSINT underground Russi.
Il concetto di “win win”, di equilibrio, ha sempre premiato perché se sono tutti vincitori, non ci sarà un perdente e nessuno avrà alla fine nulla da recriminare, a parte il danno di web e brand reputation per l’azienda colpita.
Probabilmente questo “equilibrio”, è stato preso a cuore da Avaddon, portandolo a colpire chi non vuol risarcire i danni derivanti un incidente di sicurezza informatico attraverso l’utilizzo del ransomware.
il 07/05/2021 scorso, AXA ha affermato di aver preso la decisione di non formulare più polizze a copertura del ransomware in risposta alle preoccupazioni espresse dai funzionari francesi della giustizia e della sicurezza informatica durante una tavola rotonda del Senato a Parigi ad Aprile sull’epidemia globale di ransomware, in cui la Francia è il secondo paese più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti.
Solo lo scorso anno, secondo la società di sicurezza informatica Emsisoft, le perdite complessive per il ransomware in Francia sono ammontate a oltre 4,5 miliardi considerando aziende, ospedali, scuole e governi locali.
Le filiali del colosso assicurativo in Thailandia, Malesia, Hong Kong e Filippine sono state colpite da un ransomware nella giornata di ieri dove gli gli stessi criminali informatici hanno annunciato l’incidente sul loro sito web, segnalando il furto di oltre 3 TB di dati.
Oltre alle informazioni riservate reperite dalle divisioni asiatiche dell’azienda, hanno scatenato massicci attacchi DDoS sui suoi siti che hanno collassato su loro stessi, come riportato dalla figura. Il gruppo ha ufficialmente avvertito della sua tattica di persuadere le vittime a dialogare dal gennaio 2021.
I dati compromessi da Avaddon includono le cartelle cliniche dei clienti (che riportano diagnosi relative alla “salute sessuale”), copie di documenti d’identità, estratti conto bancari, documenti di fatturazione, contratti e altro ancora.
Avaddon ha previsto una scadenza per il pagamento del riscatto tra 10 giorni , altrimenti la banda intende iniziare a pubblicare i dati dei clienti compromessi.
Nel frattempo, AXA ha preso molto sul serio l’incidente e ha messo al lavoro per le indagini uno gruppo di esperti esterni, oltre ad informare le autorità di vigilanza e i partner. AXA deve ancora rivelare l’importo del riscatto richiesto da Avaddon.
In particolare, questa settimana il Federal Bureau of Investigation (FBI) e l’Australian Cybersecurity Center (ACSC) hanno avvertito della potenziale attività di ransomware Avaddon.
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