Oltre 9.000 router Asus sono stati hackerati dalla botnet AyySSHush, che attacca anche i router SOHO di Cisco, D-Link e Linksys. Questa campagna dannosa è stata scoperta dai ricercatori di GreyNoise a metà marzo 2025. Gli esperti sostengono che gli attacchi potrebbero essere collegati ad hacker governativi, anche se il rapporto non cita alcun gruppo specifico.
Secondo gli esperti, gli attacchi AyySSHush combinano la forza bruta per indovinare le credenziali, bypassare l’autenticazione e sfruttare vecchie vulnerabilità per hackerare i router Asus, inclusi i modelli RT-AC3100, RT-AC3200 e RT-AX55. Nello specifico, gli aggressori sfruttano una vecchia vulnerabilità di iniezione di comandi,la CVE-2023-39780, per aggiungere la propria chiave SSH pubblica e consentire al demone SSH di ascoltare su una porta TCP non standard, la 53282.
Queste modifiche consentono agli aggressori di ottenere un accesso backdoor al dispositivo e di mantenerlo attivo anche dopo riavvii e aggiornamenti del firmware. “Dato che la chiave viene aggiunta utilizzando le funzioni ufficiali Asus, questa modifica alla configurazione viene mantenuta attraverso gli aggiornamenti del firmware”, spiega GreyNoise. “Se sei stato attaccato, l’aggiornamento del firmware non rimuoverà la backdoor SSH.”
Advertising
I ricercatori sottolineano che gli attacchi AyySSHush sono particolarmente furtivi perché gli hacker non utilizzano malware e disattivano anche la registrazione e la protezione AiProtection di Trend Micro per evitare di essere rilevati. Tuttavia, GreyNoise segnala di aver rilevato solo 30 query dannose correlate alla campagna negli ultimi tre mesi, mentre la botnet ha già infettato più di 9.000 router Asus.
Si ritiene che questa campagna possa sovrapporsi all’attività Vicious Trap, di cui gli analisti di Sekoia hanno recentemente messo in guardia. All’epoca, i ricercatori notarono che gli aggressori stavano sfruttando la vulnerabilità CVE-2021-32030 per hackerare i router Asus.
Nel complesso, la campagna scoperta da Sekoia prende di mira router SOHO, VPN SSL, DVR, controller D-Link BMC, nonché dispositivi Linksys, Qnap e Araknis Networks. I ricercatori hanno ipotizzato che gli aggressori stessero creando un’enorme rete honeypot di dispositivi compromessi e che, con il suo aiuto, avrebbero potuto “osservare i tentativi di sfruttamento in diversi ambienti, raccogliere exploit non pubblici e zero-day e riutilizzare l’accesso ottenuto da altri hacker”.
Come nel caso di ViciousTrap, gli obiettivi precisi degli operatori di AyySSHush non sono chiari, poiché i dispositivi infetti non vengono utilizzati per attacchi DDoS o per il proxy di traffico dannoso. I ricercatori sottolineano che gli sviluppatori di Asus hanno rilasciato patch per la vulnerabilità CVE-2023-39780, ma la loro disponibilità dipende dal modello specifico del router.
Si consiglia agli utenti di aggiornare il firmware il prima possibile, di verificare la presenza di file sospetti e di cercare la chiave SSH degli aggressori nel file authorized_keys. Gli indicatori di compromesso sono disponibili qui .
Advertising
Gli esperti di GreyNoise hanno anche pubblicato quattro indirizzi IP associati ad attività dannose e che dovrebbero essere inseriti nella blacklist: 101.99.91[.]151, 101.99.94[.]173, 79.141.163[.]179 e 111.90.146[.]237.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.