Per ottenere ulteriori informazioni, la vittima è invitata a scaricare l’archivio allegato, dove si trova una cartella che è denominata “Dicembre” e contiene due file: un Internet Shortcut denominato “Dicembre.url” e un’immagine “Logo_Agenzia_Entrate.jpg”.
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Sui sistemi Windows, l’eseguibile di Ursnif viene scaricato ed eseguito tramite le istruzioni presenti nel file “Dicembre.url”.
Le leve psicologiche e i campanelli d’allarme
Il messaggio utilizza alcune leve psicologiche classiche, ma sempre efficaci: ad esempio, l’autorevolezza del (finto) mittente, la sensazione di pericolo, la richiesta di compiere un’azione per risolvere un problema.
A ben guardare, tuttavia, emergono chiaramente anche alcuni campanelli d’allarme, che possono aiutarci a riflettere sul messaggio, razionalizzare le richieste, prendere le distanze da quella sensazione di dover agire, dunque, a proteggerci.
Per esempio:
il mittente “Direzione[@]gptrade[.]nazwa[.]pl” è un indirizzo chiaramente non riconducibile all’Agenzia delle Entrate
l’oggetto “Buona giornata xxxxxxxx” è del tutto non coerente con il messaggio
Prima ancora abbiamo visto Ursnif veicolato attraverso una campagna ai danni dell’INPS(Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e questo avveniva ancora prima, verso la fine del 2020. In questo caso è stata fatta circolare una e-mail con la firma del responsabile che invitava il destinatario ad aprire il file excel allegato.
Una volta aperto il file, alle vittime veniva richiesta una password (indicata sul contenuto dell’email) e veniva scaricata una libreria DLL sulla macchina conteneva il malware Ursnif. Da li in poi il tutto risulta prevedibile.
Il malware Ursnif, viene anche chiamato Gozi e si tratta di un trojan bancario molto diffuso.
Ma perché è così diffuso? Il codice sorgente del malware è trapelato diversi anni fa online, precisamente nel 2015 quando è stato reso pubblicamente disponibile su Github. Questo ha quindi consentito a diversi autori di malware, in ottica di cooperazione “opensource”, di aggiungere nuove funzionalità e sviluppare ulteriormente il codice.
Ursnif può raccogliere molte attività di sistema delle vittime, registrare le sequenze di tasti e tenere traccia dell’attività di rete e rubare informazioni dal browser. Archivia i dati raccolti prima di inviarli al server C&C, pertanto si colloca all’interno della sotto categoria dei Trojan/Infostealer.
Ursnif viene quindi distribuito in campagne di malspam dannose. Il vettore di distribuzione e un allegato di Microsoft Office che indica all’utente di abilitare la macro.
Comportamento
Ruba i dati del computer, il nome del computer, il sistema locale, la versione del sistema operativo (SO) e i processi in esecuzione ;
Ruba le credenziali dell’utente, le informazioni finanziarie e bancarie;
E’ in grado di comunicare con il server C&C per scaricare malware aggiuntivi;
Esegue comandi backdoor da un utente malintenzionato remoto per connettersi a siti Web dannosi per l’invio e la ricezione di informazioni.
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Avvocato, esperta di diritto dell’informatica, tecnologia, sicurezza, si occupa di privacy e GDPR, contratti ICT e del rapporto tra lavoro e nuove tecnologie. Perfezionata in Criminalità informatica e investigazioni digitali, è presidente dell’associazione Digital Forensics Alumni.
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