Si è conclusa la Red Hot Cyber Conference: due giorni intensi dedicati a cybersecurity, intelligenza artificiale e trasformazione digitale. Tra workshop hands-on per i giovani, sessioni tecniche per professionisti e confronto tra idee e visioni, l’evento ha dimostrato che il futuro nasce dalla collaborazione.
Si è conclusa la Red Hot Cyber Conference, una due giorni intensa, ricca di confronto, visioni, idee e persone che hanno deciso di dedicare tempo, energie e competenze a un tema che oggi riguarda tutti: cybersecurity, intelligenza artificiale e trasformazione digitale.
Sono stati due giorni vissuti pienamente.
Due giorni che hanno dimostrato qualcosa di importante: la cybersecurity non è una materia per pochi specialisti chiusi in una stanza, ma un ecosistema fatto di persone, idee, ricerca, formazione e prospettive differenti che devono imparare a dialogare tra loro.
Advertising
Vogliamo ringraziare le oltre 1000 persone che hanno preso parte a questa due giorni. Studenti, professionisti, ricercatori, aziende, membri della nostra community e delle istituzioni, esperti del settore, appassionati e curiosi. Tutti assieme, in un unico posto, pronti a condividere le proprie visioni e le proprie conoscenze.
Il nostro viaggio è iniziato lunedì 18 maggio, con una mattinata dedicata ai più giovani: workshop hands-on pensati per i ragazzi, con attività pratiche, esperienze dirette e momenti di scoperta. Nel pomeriggio, spazio invece agli Skill On, dedicati ai professionisti.
I workshop hands-on della mattina, hanno rappresentato uno dei momenti più significativi della conferenza, permettendo ai ragazzi di toccare con mano la cybersecurity e di avvicinarsi concretamente alle sue dinamiche. Attraverso attività pratiche e guidate, i giovani hanno potuto approcciare temi complessi come l’hacking, la threat intelligence, l’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza e l’analisi dei rischi in un ecosistema cibernetico.
Nel pomeriggio, i workshop skill-on hanno offerto una prospettiva ancora più operativa e realistica per i professionisti, come ad esempio il funzionamento pratico di un attacco ransomware: dalla ricezione di una email di phishing iniziale fino alla persistenza e alla compromissione dei sistemi e l’esfiltrazione dei dati. Il percorso didattico ha incluso il jeilbreak degli LLM e le loro rispettive difese. Oltre a toccare l’hacking delle reti radiomobili, l’evoluzione della minaccia ransomware con speech di altissimo rilievo.
Intervento di Marco Valerio Cervellini, direttore del cyber security awareness presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che parla ai ragazzi dell’esigenza di persone specializzate in sicurezza informatica.
Martedì 19 maggio, la conferenza
Il giorno successivo, martedì 19 maggio, è stato il momento della Conferenza. Non una conferenza tradizionale. Una conferenza di visione.
Advertising
Il tutto è iniziato con l’introduzione di Andrea Magnano (the voice di Red Hot Cyber) e un videomessaggio da parte di Marco Camisani Calzolariche ci ricorda che la cybersecurity è una materia importante e lo sarà sempre più nel prossimo futuro soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale.
E subito dopo si inizia appunto a parlare di AI e di robotica con lo speech illuminante di Martino Bevacqua, Italy & Greece Cyber Security Sales Lead, che ci ha permesso di comprendere meglio dove la tecnologia ci stia portando, come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il nostro rapporto con il mondo digitale, quali sono le minacce emergenti, portando sul palco un robot umanoide, facendolo danzare e interagire.
Perché comprendere il futuro significa prepararsi a un nuovo paradigma, in cui il rapporto tra uomo e macchina sarà profondamente diverso da quello a cui siamo abituati e dobbiamo prepararci.
Intervento di Martino Bevacqua, Italy & Greece Cyber Security Sales Lead, mentre sul palco parla di intelligenza artificiale assieme al robot G1 di Unitree robotics.
Oltre 1000 persone e una straordinaria energia condivisa
Un ringraziamento speciale va anche ai partecipanti della Capture The Flag, che ha visto 93 squadre di ethical hacker etici in competizione, per un totale di circa 200 ragazzi, impegnati nel superare sfide tecniche complesse realizzate con il supporto di:
Dashboard conclusiva di Hack The Box che riporta la classifica dei TOP10 team che hanno partecipato alla competizione, tra flag online realizzate da Hack The Box e flag fisiche realizzate da Red Hot Cyber.
Hack The Box, partner per la gestione della componente online;
Hackmageddon
Fondazione Bruno Kessler (FBK)
Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (CNIT)
che hanno curato le sfide fisiche onsite che erano giocabili direttamente dal teatro Italia, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con scenari concreti e dinamici.
La passione e l’energia che abbiamo visto durante queste attività rappresentano uno dei segnali più belli e incoraggianti per il futuro del settore.
I vincitori di di PizzaFeijoada sul palco, premiati alla fine della conferenza, con la maglietta “The win is me” e la “Vetrox CUP 2026”
Grazie ai nostri sponsor
Un evento di questa portata esiste grazie a chi decide di credere in un progetto, investendo non soltanto risorse ma anche in fiducia. Ringraziamo tutti i nostri sponsor.
Grazie ai relatori che hanno portato idee, ricerca e visione
Un grazie sincero va a tutti i relatori che si sono alternati sul palco e un ringraziamento particolare agli ospiti del panel, moderati da il nostro Andrea Magnano (the voice):
Luca Nicoletti – Capo del Servizio Programmi Industriali, Tecnologici e di Ricerca dell’ACN
Guido Scorza – Avvocato, docente di Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie
Marco Molinaro – Italy & Greece Cyber Security Lead di Accenture
Paolo Galdieri – Avvocato Penalista, Cassazionista e docente Universitario di Diritto Penale dell’Informatica
Ringraziamo l’Onorevole Colucci per il saluto istituzionale, che ha evidenziato come realtà come Red Hot Cyber possano contribuire concretamente alla costruzione di un ecosistema sempre più favorevole alla crescita della cultura digitale e della sicurezza informatica.
L’onorevole Alessandro Clucci, segretario di presidenza della camera dei deputati, mentre parla alla platea sull’importanza della cybersecuity e di eventi tecnici di questo tipo e di community come Red Hot Cyber.
Un grazie va poi a tutti gli speaker che hanno condiviso sul palco non slogan, ma esperienza concreta, ricerca, casi reali, dubbi, scenari e domande. In un momento storico in cui il rumore è spesso più forte del contenuto, avete portato un valore autentico.
Un ringraziamento speciale anche ai membri della nostra community, Corrado Giustozzi e Piero Iezzi, che sempre con grande generosità e infinita esperienza ci hanno ricordato un concetto fondamentale: la resilienza sarà uno degli elementi chiave per il successo del digitale nel futuro. Un grazie alla Dott.ssa Barbara Strappato, vice direttore della Polizia postale che ha fornito ai ragazzi tantissimi spunti su come navigare online informati e sicuri.
Un ringraziamento sentito va alle tante persone dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e del Garante per la protezione dei dati personali che sono passate a trovarci, contribuendo con la loro presenza, il confronto e la condivisione di idee a rafforzare il dialogo tra istituzioni, professionisti e comunità di settore come la nostra.
Ma il ringraziamento più sentito va a tutti i membri della community di Red Hot Cyber che, giorno dopo giorno, flag dopo flag, articolo dopo articolo, contribuiscono a informare l’Italia sulle minacce digitali, ad approfondire temi complessi e a diffondere cultura della sicurezza informatica. Con passione, impegno e spirito di condivisione hanno saputo costruire qualcosa che va oltre un semplice evento, trasformando la RHC Conference in un’esperienza memorabile fatta di persone, idee e visioni condivise.
I ringraziamenti sono davvero tanti e la lista sarebbe troppo lunga, ma siete tutti nei nostri cuori!
Una comunità, non compartimenti separati
Questi due giorni ci hanno lasciato un messaggio forte. La cybersecurity e la cultura digitale non possono essere costruite per compartimenti stagni. Non possono esistere:
specialisti tra gli specialisti;
politici tra i politici;
ragazzi tra i ragazzi.
Serve una contaminazione continua di visioni, ideali e prospettive. Perché il futuro non sarà costruito da una singola categoria, ma da persone che sapranno collaborare, ascoltarsi e comprendere il valore delle competenze degli altri. Ed è probabilmente questa la fotografia più bella che ci portiamo a casa da questa Red Hot Cyber Conference.
Perché si inizia a dire che non è una conferenza. E’ un’esperienza. Ed è vero!
Ci rivediamo presto
Nei prossimi giorni inizieremo a pubblicare immagini e video degli interventi, che permetteranno di rivedere gli speech, approfondire i contenuti e consultare le slide presentate durante l’evento. Per chi c’era sarà un modo per rivivere quei momenti. Per chi non è riuscito a partecipare sarà l’occasione per entrare comunque in questa esperienza.
Grazie ancora a tutti coloro che hanno reso possibile organizzare tutto questo.
Grazie a chi ha partecipato. Grazie a chi ha creduto nel progetto. Grazie a chi ha condiviso idee, tempo ed energie.
E soprattutto, grazie per aver costruito insieme qualcosa che va oltre un evento e rimane nel tempo e può cambiare il nostro futuro, soprattutto visto dagli occhi dei giovani ragazzi che ci hanno ascoltato con grande attenzione.
Arrivederci alla Red Hot Cyber Conference 2027.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza:Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.