Cina agli USA: "Campioni del mondo" di Attacchi Informatici.


Nella cyber-politica, non occorre attendere troppo prima di una risposta dall'altra parte del mondo. E dopo le accuse da parte degli USA alla Cina sugli attacchi ransomware, delle quali abbiamo parlato ieri, non ci è voluto molto per una replica cinese.


La Cina ha negato di essere responsabile del massiccio attacco ai server Microsoft dopo essere stata accusata in una rara dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Regno Unito, UE, Australia, NATO ed altri alleati Five Eyes.



I diplomatici cinesi hanno bollato l'accusa "infondata e irresponsabile" martedì mentre hanno soprannominato Washington come:

"il campione mondiale di attacchi informatici dannosi".

Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, in un regolare briefing con la stampa a Pechino ha inoltre detto:

"Gli Stati Uniti, hanno fatto coalizione con i loro alleati per avanzare accuse ingiustificate contro la sicurezza informatica cinese "


“Questo è stato inventato dal nulla e si è confuso il giusto con il sbagliato. È puramente una diffamazione e una soppressione con motivazioni politiche. La Cina non lo accetterà mai".

Zhao ha anche accusato la Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti di aver effettuato attacchi di hacking alle strutture di ricerca aerospaziale cinese, all'industria petrolifera, alle società Internet e alle agenzie governative per un periodo di 11 anni, affermando che questi sono i risultati della loro ricerca negli ambiti della sicurezza informatica.


Ha detto anche che gli attacchi degli Stati Uniti hanno "gravemente compromesso" la sicurezza nazionale ed economica della Cina.



"La Cina chiede ancora una volta con forza che gli Stati Uniti e i suoi alleati fermino i furti informatici e gli attacchi contro la Cina, smettano di gettare fango sulla Cina sulle questioni di sicurezza informatica e ritirino le accuse"

ha affermato.

"La Cina adotterà le misure necessarie per salvaguardare fermamente la sicurezza informatica e i suoi interessi".

Anche le ambasciate cinesi in Nuova Zelanda e Australia hanno ribadito accuse simili e hanno definito le affermazioni di hacking "infondate".



La serie di dichiarazioni difensive dalla Cina arrivano dopo le dichiarazioni delle autorità statunitensi di lunedì in cui i funzionari hanno affermato che gli hacker affiliati al governo cinese hanno preso di mira vittime americane e altre vittime in un attacco informatico con richieste di milioni di dollari.


La Casa Bianca ha dichiarato di riservarsi il diritto di intraprendere ulteriori azioni contro la Cina per le sue attività informatiche. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto ai giornalisti che il governo cinese potrebbe non aver compiuto gli attacchi da solo, ma stava:

“proteggendo coloro che lo stanno facendo.”.

Molti funzionari statunitensi affermano che il gran numero degli attacchi hanno avuto origine in Russia, anche se non è ancora chiaro se vi sia stato un coinvolgimento diretto dello stato. La Russia ovviamente nega ogni responsabilità.



In questo gioco, dove tutti risultano coperti da diversi veli di ambiguità, si sta innalzando il livello di discussione sui temi cyber oltre che a muri virtuali dietro i quali ognuno stato si barrica dicendo che non sono stati loro a colpire.


Come più volte riportato, invece di spendere risorse in queste inutili discussioni, occorrerebbe iniziare a pensare al futuro e soprattutto su come regolamentare l'utilizzo delle armi cibernetiche, in modo da definire delle regole internazionali, come fatto in precedenza per i programmi nucleari.