
A seguito della scoperta di exploit attivi, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha inserito due vulnerabilità critiche al catalogo Known Exploited Vulnerabilities (KEV) dell’agenzia, il quale include vulnerabilità rilevate in software molto diffusi sfruttate attivamente.
La prima vulnerabilità, il CVE-2025-6218, riguarda il popolare strumento di compressione file WinRAR. Questa falla di path traversal ed è particolarmente pericolosa perché consente agli aggressori di aggirare i controlli di sicurezza e di installare malware nel sistema di un utente semplicemente chiedendogli di estrarre un file.
“Quando si estrae un file, le versioni precedenti di WinRAR, le versioni Windows di RAR, UnRAR, il codice sorgente portatile di UnRAR e UnRAR.dll possono essere ingannate e utilizzare un percorso definito in un archivio appositamente creato, invece del percorso specificato dall’utente”, si legge nel changelog.
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La falla riguarda le versioni 7.11 e precedenti di WinRAR su Windows. Secondo il rapporto, la vulnerabilità consente ad archivi dannosi di indurre il software a estrarre “silenziosamente” i file in posizioni sensibili, come la cartella di avvio di Windows.
Nel luglio 2025, un autore di minacce noto come “zeroplayer” è stato visto vendere un exploit zero-day WinRAR sul forum del dark web Exploit.in per 80.000 dollari. Secondo gli esperti di sicurezza, il gruppo di hacker noto come Paper Werewolf (anche conosciuto come GOFFEE) avrebbe ottenuto questo exploit, che sarebbe stato utilizzato in recenti campagne di attacco sfruttando tale vulnerabilità.
La seconda vulnerabilità, il CVE-2025-62221 del quale abbiamo parlato questa mattina, colpisce il cuore del sistema operativo Windows. Si tratta di una falla di escalation dei privilegi localizzata nel driver Windows Cloud Files Mini Filter.
Sfruttando con successo questa falla, l’aggressore ottiene privilegi di SYSTEM, il livello di accesso più elevato su un computer Windows. Sebbene Microsoft non abbia rivelato i meccanismi specifici dell’exploit, la falla è stata attribuita al Microsoft Threat Intelligence Center (MSTIC).
Microsoft descrive il problema come una vulnerabilità “Use after free”. “La vulnerabilità Use after free nel driver Windows Cloud Files Mini Filter consente a un aggressore autorizzato di elevare i privilegi localmente”, spiega l’avviso.
Dato lo sfruttamento attivo di queste falle, il CISA ha fissato una scadenza rigorosa.
Le agenzie del Federal Civilian Executive Branch (FCEB) sono tenute a porre rimedio a queste vulnerabilità entro il 30 dicembre 2025, per proteggere le proprie reti da queste minacce in continua evoluzione.
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