Cobalt Strike: il tool amato dai penetration tester e dai criminali informatici.


Ci sono dei tool di sicurezza informatica utilizzati dalle aziende per migliorare la proprie difese che sono talmente fatti bene, da essere utilizzati anche dai criminali informatici, in varie fasi del processo di attacco e di infezione.



Questo è il caso del popolare programma di penetration test Cobalt Strike, che ha registrato un aumento del 161% nell'uso dannoso tra il 2019 e il 2020 ed è considerato una seria minaccia per il 2021, secondo un rapporto pubblicato martedì da Proofpoint.


Analizzando l'uso illegittimo di Cobalt Strike, Proofpoint ha affermato di aver scoperto che lo strumento viene sempre più utilizzato dagli aggressori come payload di accesso iniziale.


Si tratta di un cambiamento rispetto ai casi passati in cui Cobalt Strike veniva utilizzato più come strumento di "seconda fase", il quale svolgeva un ruolo solo nella seconda fase, una volta che i malintenzionati avevano acceduto alle reti della vittima.



Cobalt Strike è apparso per la prima volta nel 2012 come strumento per aiutare le organizzazioni a rilevare le lacune nelle loro difese di sicurezza. Il programma funziona emulando un attacco da parte di attori di minacce avanzate, mostrando agli utenti esattamente dove le loro difese sono deboli e necessitano di miglioramenti.