Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
UtiliaCS 320x100
Allarme globale: Cisco rivela che l’86% della rete gira su tecnologia obsoleta

Allarme globale: Cisco rivela che l’86% della rete gira su tecnologia obsoleta

25 Dicembre 2025 09:04

Cisco lancia nel mare dell’informazione specialistica la sua bottiglia contenente un messaggio di alert, in attesa che sia raccolta da specialisti e utenti. Il 48% dei dispositivi di rete mondiali è datato e obsoleto. Gli attaccanti state-sponsored (sponsorizzati da stati nazionali) lo sanno e sono già dentro le nostre infrastrutture. Spoiler: “funziona ancora” non è più una strategia

Milano, 15 dicembre 2025. In un recente ed esclusivo webinar organizzato da Cisco e riservato agli addetti ai lavori, al quale Red Hot Cyber ha avuto modo di partecipare, Anthony Grieco, l’uomo che stringe tra le sue mani le redini della cybersicurezza di Cisco, ha affrontato subito il tema centrale: l’infrastruttura di rete come sistema complesso.

Anthony Grieco: Chief Security & Trust Officer Cisco 

In collegamento dal North Carolina, lo Chief Security and Trust Officer ha presentato una visione olistica dove componenti fisiche (hardware) e logiche (software/configurazioni) sono strettamente interconnesse per garantire la sicurezza globale. Illustrando uno studio che ha interessato oltre un milione di dispositivi che ha prodotto risultati allarmanti: quasi la metà dell’hardware mondiale sta lavorando ben oltre il suo ciclo di vita previsto (lifecycle).


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Considerato il numero crescente e l’aumento esponenziale degli attacchi sempre più sofisticati, diventa imperativo avere reti più sicure, resilienti e moderne.

Il debito tecnico che tutti fingono di non vedere

Questa è una minaccia silenziosa che molte aziende non stanno affrontando“, ha dichiarato Grieco. E non si tratta solo di un problema IT. È una vulnerabilità sistemica che mette a rischio intere economie nazionali. I numeri parlano chiaro: il 42% dei dispositivi esaminati opera su software che ha raggiunto e superato il fine vita (EOL – End of Life).

Niente più patch (aggiornamenti di sicurezza), niente più supporto. Un altro 31% usa software talmente vecchio da aver superato anche la fine del supporto (EOS – End of Support), il che significa che i produttori non correggeranno vulnerabilità critiche nemmeno se le trovano. E c’è ancora un 13% che non riceve patch da oltre tre anni.

A conti fatti: circa il 50% dei dispositivi nelle reti globali funziona su software abbandonato dai produttori. Stiamo parlando di sistemi progettati 15 o 20 anni fa, in un’era tecnologica completamente diversa.

È come affidare tutto il traffico di una città a un ponte arrugginito, senza manutenzione, sperando semplicemente che regga. Un debito tecnico che si accumula perché i budget vengono spostati dalla modernizzazione alla semplice manutenzione.

Salt Typhoon: quando la teoria diventa cronaca

Chris, responsabile delle politiche pubbliche di Cisco, prendendo la parola ha rilanciato: “La questione non è astratta“. Introducendo un argomento che supera la red line della sicurezza: gli attacchi Salt Typhoon (gruppo hacker legato alla Cina) contro i provider delle telecomunicazioni. Attori sponsorizzati dallo Stato cinese hanno compromesso reti critiche sfruttando apparecchiature Cisco a termine del loro ciclo di vita. “I pirati informatici sono perfettamente consapevoli di questo problema“, ha sottolineato Chris. “Stanno attivamente scansionando le reti alla ricerca di questi punti deboli, dove l’hardware EOL rappresenta il bersaglio più facile.

All’appello non poteva mancare l’AI. Grieco ha lanciato il monito: “Gli avversari stanno usando l’intelligenza artificiale per accelerare la loro capacità di sfruttare le vulnerabilità infrastrutturali in tempi molto più brevi. Questo crea un’urgenza che non possiamo più ignorare.”

Tradotto: prima dell’AI, trovare una falla nei sistemi richiedeva settimane di lavoro manuale. Ora viene fatto in ore. O minuti.

Il paradosso: la filosofia del “se funziona, non lo tocco”

Uno dei nervi scoperti che affligge ogni CIO (Direttore dei Sistemi Informativi) e CISO (Responsabile della Sicurezza), dalle PA (Comuni, ASL, università) alle PMI e banche: l’hardware Cisco può funzionare tecnicamente per decenni senza aggiornamenti. Come convincere le organizzazioni a investire quando non vedono un problema visibile, anche se l’hardware è obsoleto? La risposta di Grieco è stata chirurgica: “I rischi più pericolosi sono quelli che non vedi fino a quando non è troppo tardi. Abbiamo documentato casi di attaccanti annidati dentro le reti per mesi o anni, sfruttando apparecchiature legacy (obsolete), prima che qualcuno si accorgesse della loro presenza.”

Il costo medio di una data breach (violazione dei dati) oggi? Milioni di dollari. Senza contare danni reputazionali, sanzioni regolamentarie e perdita di fiducia dei clienti.

Programmare e modernizzare un’infrastruttura costa, ma il costo è infinitamente minore di un incidente di sicurezza. Grieco chiude il punto con un’analogia folgorante per chi gestisce le operazioni: “Nessuno si sognerebbe di gestire un data center senza aria condizionata o backup elettrico. Allo stesso modo, oggi non si può gestire una rete su hardware che non è più supportato.”

Resilient Infrastructure: l’approccio secure-by-design 2.0

Cisco propone una strategia per affrontare questa crisi che si articola su tre pilastri:

1. Sensibilizzazione industriale

Non è un problema solo di Cisco. È una questione che richiede un approccio coordinato dell’intero settore tecnologico. Perché, quando un’organizzazione cade, l’ecosistema interconnesso trema.

2. Innalzamento degli standard

Cisco crede in un approccio aggressivo: rimozione proattiva di funzionalità legacy che oggi non possono più essere considerate sicure. L’implementazione seguirà un percorso graduale:

  • Prima fase: avvisi di sicurezza incisivi con raccomandazioni per interrompere l’uso di funzionalità insicure
  • Seconda fase: funzionalità disabilitate di default o che richiedono passaggi aggiuntivi per essere attivate
  • Fase finale: opzioni insicure completamente eliminate, senza possibilità di riattivazione

3. Coinvolgimento proattivo

Quando Cisco identifica pratiche non sicure nelle reti dei clienti, interviene direttamente. Non aspetta che il cliente chiami.

Grieco ha chiuso con fermezza un dubbio sollevato durante il Q&A (dibattito): “Non ci sarà mai una licenza per la sicurezza fondamentale dei nostri prodotti. Punto. Il secure-by-design non è qualcosa per cui si paga extra: è integrato nei prodotti che costruiamo.”

Protezione in tempo reale: patch senza downtime

Elemento chiave dell’iniziativa Resilient Infrastructure: funzionalità di protezione in tempo reale contro vulnerabilità appena scoperte. L’obiettivo è permettere alle squadre di sicurezza di mitigare immediatamente i rischi senza dover pianificare patch d’emergenza o manutenzioni che causano tempi di inattività. “Vogliamo dare ai chi deve difendersi la capacità di rispondere alle minacce direttamente all’interno della rete“, ha spiegato Grieco.

Risposte più rapide, meno problemi operativi, servizi critici online anche mentre il panorama delle minacce continua a evolversi. Semplice. In teoria.

Quantum computing: la tempesta perfetta in arrivo

Altro argomento discusso durante il webinar è stato il quantum computing (calcolo quantistico). “La crittografia deve essere aggiornata, i meccanismi di sicurezza devono essere potenziati“, ha confermato Grieco. “Questo è assolutamente parte dell’iniziativa per infrastrutture resilienti.” Ma c’è un dettaglio: il calcolo quantistico è destinato a rivoluzionare gli algoritmi di crittografia attuali. La rete deve evolversi ora per supportare la crittografia post-quantistica (PQC – Post-Quantum Cryptography).

“Non si tratta di un interruttore da attivare nel prossimo decennio”, ha avvertito Grieco. “Man mano che l’IA diventerà la norma e il calcolo quantistico si avvicinerà all’adozione mainstream, chi non agisce ora lo farà a proprie spese.” Il settore deve muoversi all’unisono. Perché, quando arriverà la tempesta quantistica, sarà troppo tardi per cercare l’ombrello.

I policymaker devono svegliarsi

Altro punto discusso da Chris: l’importanza del coinvolgimento istituzionale. “I decisori politici devono iniziare a essere consapevoli dei rischi e trattare questa minaccia come una questione di protezione delle infrastrutture critiche: sistema sanitario, telecomunicazioni, bancario. Servono requisiti chiari sulla gestione degli asset, sulla pianificazione del ciclo di vita, su baseline di sicurezza minime.” Il messaggio è diretto: questa non è una responsabilità da delegare ai dipartimenti IT. Richiede commitment a livello C-suite (top management) e framework regolamentari che incentivino la modernizzazione e sanzionino la negligenza.

Non è più accettabile il “non è il mio problema”. Perché lo è di tutti.

Il monito finale (che dovrebbe tenerci svegli la notte)

Questa è una responsabilità collettiva“, ha concluso Grieco. “Quando un’organizzazione ha hardware EOL nella propria rete, non mette a rischio solo sé stessa, ma l’intero ecosistema interconnesso. Non ci sono soluzioni magiche. Questo richiederà sforzo, energia e focus. Ma dobbiamo agire ora. Il problema dell’infrastruttura legacy non è nuovo. Grieco stesso ha iniziato a sollevare l’allarme già nel 2017. Otto anni dopo, la situazione è solo peggiorata.

La differenza oggi? L’AI ha accelerato drammaticamente i tempi di sfruttamento delle vulnerabilità. Da entrambi i lati della barricata. Per le organizzazioni che ancora operano su hardware obsoleto, il messaggio di Cisco è inequivocabile: il tempo per agire non è “prima o poi”. È adesso. Perché la prossima Salt Typhoon potrebbe già essere in corso. Invisibile. Dentro una rete che “funziona perfettamente”.

  • Fonte: Webinar Cisco “Resilient Infrastructure”
  • (dicembre 2025) – partecipazione diretta Red Hot Cyber con Carlo Denza
  • Fonte: Cisco Security Report 2025 – analisi su 1M+ dispositivi

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Carlo Denza 150x150
Ha frequentato il corso di Informatica presso l’Università Federico II di Napoli, contribuendo allo sviluppo di applicazioni software in Java per il settore sanitario. Si dedica alla scrittura tecnica e alla divulgazione in ambito ICT e cybersecurity. Corrispondente per Red Hot Cyber, segue l’evoluzione dello scenario tecnologico nazionale e internazionale partecipando ai principali eventi di settore, raccontando le tendenze emergenti dell’innovazione digitale e della sicurezza informatica.
Aree di competenza: Storia dell'informatica, Awareness, Divulgazione, Inviato per Red Hot Cyber

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyberpolitica
Cloudflare minaccia di chiudere in Italia per una multa milionaria. Ma la verità dove sta?
Redazione RHC - 14/01/2026

Il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…

Immagine del sitoCybercrime
Orion Leaks: Erede Legittimo o “Scavenger” nell’Ombra di LockBit?
Raffaela Crisci - 14/01/2026

Un’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…

Immagine del sitoCybercrime
Morte on demand: le reti digitali che trasformano i ragazzi e i disabili in killer
Redazione RHC - 13/01/2026

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…

Immagine del sitoCybercrime
Basta un riavvio: il trucco che spegne Windows Defender prima ancora che parta
Redazione RHC - 13/01/2026

A volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…

Immagine del sitoCultura
La mente dietro le password: Errore umano? No, un legame che non c’è. Puntata 4
Simone D'Agostino - 13/01/2026

Quando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…