Alle volte i criminali informatici non sono d’accordo, per questo non sono isolati casi come quello del quale vi parleremo oggi. Si tratta di un attacco informatico tra bande criminali, che ha portato alla fuoriuscita del codice sorgente di un famoso Ransomware: Paradise.
Advertising
Il codice sorgente della versione .NET del ransomware Paradise è trapelato nei forum di hacking il 15 di giugno, ha detto a The Record Tom Malka, un analista senior di intelligence della società di sicurezza Security Joes.
Il codice sorgente, è trapelato sul forum di lingua russa XSS.is, e rappresenta il secondo grande ceppo di ransomware fuoriuscito negli ultimi anni, dopo del codice di Dharma di inizio del 2020. L’autenticità dei file è stata verificata e confermata da una serie di analisti di malware come Bart Blaze e MalwareHunterTeam, che in precedenza avevano analizzato diverse campagne di questo specifico malware.
Gli Affiliati si sarebbero iscritti al Paradise RaaS e avrebbero ricevuto un’app specializzata, chiamata builder, che avrebbero usato per creare versioni personalizzate del ransomware Paradise, da diffondere successivamente alle vittime tramite e-mail di spam e altri metodi.
Mentre negli ultimi anni ci siamo abituati alle bande di ransomware che inseguono aziende di alto profilo, alla ricerca di grandi pagamenti, il ransomware Paradise è stato utilizzato principalmente per colpire i consumatori domestici e le aziende più piccole.
Alla ricerca di piccoli riscatti, Paradise RaaS è stato considerato un punto di ingresso nella scena del ransomware per le bande criminali, che avrebbero iniziato la loro carriera prendendo di mira i consumatori finali e le piccole imprese, per poi passare alle offerte RaaS più professionali rivolte alle grandi aziende.
Il Paradise RaaS ha operato per anni, rilasciando costantemente nuove versioni, inclusa una versione .NET, che ha visto un uso limitato nel 2019 e nel 2020. Questa organizzazione criminale però ha avuto un problema nell’ottobre del 2019, quando la società di sicurezza Emsisoft ha rilasciato un’utilità di decrittazione gratuita che consentiva alle vittime di decrittografare i file crittografati dal ransomware Paradise senza pagare la richiesta di riscatto.
Da allora, le operazioni del RaaS hanno perso il controllo da parte dei ricercatori di sicurezza, diventando oggi una tra le piaghe più imponenti del mondo del cybercrime.
Uno degli affiliati di Paradise ha attirato l’attenzione su se stesso nel marzo 2020 quando ha utilizzato una nuova campagna di spam che utilizzava i file IQY per diffondere il ransomware, ma da allora i payload di Paradise sono stati rari, con l’ultimo campione pubblico visto a gennaio di quest’anno.
La società di sicurezza SonicWall ha anche riferito di aver individuato una nuova versione ransomware denominata Cukiesi, che ha concluso fosse un fork del vecchio Paradise, ma anche questa variante non è sopravvissuta a lungo.
Oggi, la versione nativa del ransomware Paradise sta ancora facendo una manciata di vittime su base settimanale. Secondo MalwareHunterTeam, il servizio ID-Ransomware (ideato da Micheal Gillespie, del quale abbiamo parlato con un video sul canale di RedHotCyber su YouTube), ha visto solo due invii negli ultimi 30 giorni, suggerendo che il progetto è stato abbandonato o sta vedendo un uso minore a favore della sua versione nativa, nota per essere più veloce nella crittografia dei file rispetto alle alternative .NET.
Come si genera un Ransomware
Il codice Paradise trapelato durante il fine settimana è il codice sorgente per la versione .NET del ransomware Paradise e più precisamente per la sua utility di creazione e decrittazione, hanno dichiarato i ricercatori di sicurezza informatica.
La perdita del generatore di ransomware Paradise è un legittimo motivo di preoccupazione, anche se riguarda la versione .NET meno utilizzata.
I ceppi di ransomware di esempio creati da Blaze in precedenza oggi sono stati classificati come non decifrabili quando caricati e verificati tramite il servizio ID-Ransomware.
Con il codice sorgente prontamente disponibile e di pubblico dominio e noto per essere indecifrabile , non possiamo escludere che altri autori di minacce colgano l’opportunità di usarlo, anche se non è raffinato come la versione nativa di Paradise RaaS.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.