Una campagna malware recentemente scoperta dai ricercatori di VulnCheck dimostra ancora una volta che gli aggressori inventano costantemente nuove e nuove strategie nel tentativo di ingannare le loro vittime e ottenere ciò che vogliono.
Il mese scorso, account falsi hanno iniziato a comparire su GitHub e Twitter impersonando ricercatori di sicurezza di varie grandi aziende.
Per conto di hacker white-hat riuniti all’interno della società fittizia “High Sierra Cyber Security”, gli aggressori hanno pubblicato falsi exploitPoC per vulnerabilità zero-day che, ironia della sorte, infettano i computer Windows e Linux con malware.
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Gli account degli hacker sembrano abbastanza legittimi in quanto imitano i veri ricercatori di varie società di sicurezza informatica usando i loro nomi e le loro foto.
Account falsi che fingono di essere veri professionisti
Secondo i ricercatori, gli aggressori pubblicano principalmente exploit per vulnerabilità zero-day in software popolari come Chrome, Discord, Signal, WhatsApp e Microsoft Exchange. In tutti i casi, i repository dannosi contengono uno script Python che funge da loader di malware per i sistemi Linux e Windows.
Lo script scarica un archivio ZIP da un URL esterno al computer della vittima a seconda del suo sistema operativo: gli utenti Linux scaricano “cveslinux.zip” e gli utenti Windows ottengono “cveswindows.zip”. Il malware viene memorizzato nella cartella %Temp% per Windows o /home/<username>/.local/share per Linux, estratto ed eseguito.
VulnCheck segnala che l’eseguibile di Windows viene rilevato da oltre il 60% dei motori antivirus su VirusTotal. Su Linux il malware è più riservato e viene rilevato solo da tre scanner.
La portata e il numero delle vittime di questa campagna non sono ancora chiari, ma VulnCheck rileva che gli aggressori sono piuttosto persistenti e creano regolarmente nuovi account e repository quando quelli esistenti vengono eliminati a causa di reclami.
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I ricercatori e gli appassionati di sicurezza informaticadovrebbero prestare la massima attenzione quando scaricano script da repository sconosciuti, poiché il proprietario di uno di questi repository potrebbe essere un truffatore.
Il gruppo di hacker nordcoreani Lazarus ha condotto una campagna simile all’inizio del 2021. Allora, i teppisti digitali creavano anche falsi profili sui social media di ricercatori di vulnerabilità per attaccare altri ricercatori con malware camuffato da exploit PoC.
Infettando i dispositivi dei ricercatori di sicurezza informatica, gli aggressori possono ottenere l’accesso a ricerche non pubblicate sulle vulnerabilità che possono essere successivamente utilizzate nei propri attacchi.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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