Al Fal.Con 2025, la conferenza annuale che raduna migliaia di esperti di cybersecurity da tutto il mondo, CrowdStrike ha messo in chiaro un concetto: la difesa informatica sta entrando in una nuova era, quella degli “agenti AI”.
Dall’endpoint all’agente: l’evoluzione della difesa digitale
Per anni CrowdStrike ha guidato il settore con la protezione degli endpoint e il modello di Endpoint Detection and Response. Oggi lo stesso approccio viene traslato sull’intelligenza artificiale. Con l’acquisizione della startup Pangea, l’azienda vuole blindare ogni aspetto dell’AI aziendale: dai modelli agli agenti virtuali, fino alle semplici conversazioni con un chatbot.
Nasce così il concetto di AI Detection and Response (AIDR), una sorta di “antivirus del futuro” capace di intercettare attacchi sofisticati come i prompt injection e di prevenire abusi o utilizzi rischiosi dei sistemi generativi.
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Il SOC “agentico”: quando gli analisti non sono più da soli
Il CEO George Kurtz ha parlato di un vero cambio di paradigma per i Security Operations Center. Oggi gli attacchi non si misurano più in giorni o ore, ma in secondi. Per questo CrowdStrike propone il SOC agentico: non più una squadra di analisti sommersi dagli alert, ma un ambiente dove agenti digitali intelligenti lavorano al fianco delle persone, analizzano anomalie, prendono decisioni e agiscono in autonomia.
Protagonista di questa rivoluzione per Crowdstrike è Charlotte AI, il sistema che orchestra gli agenti e ne coordina le azioni. Non solo: grazie a Agent Works, ogni azienda potrà creare i propri agenti personalizzati con un’interfaccia no-code, come se stesse “assumendo” nuovi colleghi digitali specializzati in sicurezza.
Enterprise Graph: il gemello digitale dell’impresa
Il CTO Elia Zaitsev ha poi presentato l’Enterprise Graph, un modello che ricostruisce in tempo reale l’intera infrastruttura aziendale – utenti, asset, identità e dati – offrendo una visione unificata e interrogabile in linguaggio naturale. Un approccio che permette di passare in pochi istanti dall’individuazione di una vulnerabilità alla generazione automatica di un piano di remediation, riducendo drasticamente i tempi di risposta.
Al Fal.Con è stato presentato anche l’Adversary Strategy Program, con cui CrowdStrike replica e anticipa le mosse degli hacker per rendere la piattaforma sempre più resiliente. Da qui nascono soluzioni come Apex, un modello AI in grado di smascherare l’uso malevolo di processi legittimi, e nuove tecniche per contrastare ransomware e l’abuso di strumenti di gestione remota.
La sfida del futuro
In un mondo in cui “i prompt sono i nuovi malware”, come è stato detto sul palco, CrowdStrike punta a trasformare la paura dell’AI in un’opportunità: se i criminali informatici sfruttano i modelli generativi per accelerare i loro attacchi, le aziende possono rispondere con agenti AI che lavorano senza sosta, 24 ore su 24, al fianco dei team di sicurezza.
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La promessa è chiara: con Falcon, Pangea e l’ecosistema di agenti intelligenti, CrowdStrike vuole fare con l’AI ciò che anni fa fece con gli endpoint: alzare l’asticella e ridefinire, ancora una volta, cosa significa “fermare le violazioni”.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.