In sintesiUna squadra del CNIT NAM Lab di Roma ha individuato tre vulnerabilità critiche nel runtime del compilatore ASN1SCC, utilizzato per la codifica dei messaggi dei satelliti. Le falle, classificate con i CVE-2026-75614, CVE-2026-75615 e CVE-2026-76077, potrebbero consentire l'esecuzione di codice remoto e compromettere le comunicazioni spaziali. Dopo una coordinated disclosure con ESA ed ESACERT, sono state rilasciate le patch correttive, dimostrando l'importanza della collaborazione tra ricerca accademica e istituzioni per la sicurezza delle infrastrutture critiche.
Mentre le notizie quotidiane in ambito cybersecurity trattano spesso di attacchi alle imprese, alle infrastrutture critiche, ai servizi digitali, raramente leggiamo di vulnerabilità nella sicurezza spaziale. Eppure tra satelliti, sonde e software di bordo, si nasconde una delle superfici d’attacco più delicate e complesse.
Un’indagine condotta dal CNIT Network Assessment, Assurance & Monitoring Laboratory (NAM Lab) di Roma, in particolare con il contributo di Lorenzo Bracciale, Matteo Ciccaglione, Pierpaolo Loreti e Giuseppe Bianchi, ha portato ad identificare tre vulnerabilità all’interno del runtime ASN1SCC.
Ma di cosa si tratta esattamente? Facciamo alcuni passi indietro. I satelliti scambiano tra loro e con i dispositivi di terra dei messaggi strutturati, composti da bit che rappresentano telemetria, comandi e dati di missione.
La struttura dei pacchetti risponde alle direttive dell’Agenzia Spaziale Europea attraverso lo standard Packet Utilization Standard – C (PUS-C, ECSS-E-ST-70-41C). Per tradurre le tabelle e i requisiti logici del PUS-C in un modello dati formale e privo di ambiguità, ci si affida ad ASN.1. Questo linguaggio di descrizione formale funge da ponte tra la teoria dello standard e lo sviluppo software e definisce come “impacchettare” correttamente ed efficientemente i dati all’interno dei pacchetti binari.
Per realizzare concretamente questo impacchettamento e gestire i flussi binari, l’industria si è storicamente affidata a compilatori e librerie commerciali o open-source come ASN1SCC (ASN.1 Space Certified Compiler), sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea. Questo compilatore, oggetto dell’analisi, genera automaticamente codice sorgente in C, Ada o Scala per la codifica e decodifica dei messaggi ASN.1.
Essendo progettato per sistemi safety-critical, il codice generato da ASN1SCC è matematicamente verificato, il che dovrebbe ridurre drasticamente la superficie d’attacco e azzerare i tipici errori umani legati alla gestione manuale della memoria.
Tuttavia, c’è un importante retroscena: insieme al codice generato viene sempre anche incluso un set di librerie statiche chiamate runtime del compilatore. Questo dettaglio architetturale trasforma il runtime in un anello debole e in un componente particolarmente sensibile per l’intera software supply chain: se il codice del runtime è fallato, ogni singolo sistema che lo integra diventa vulnerabile a sua volta.Ed è esattamente ciò che è emerso.
All’interno di un più ampio studio sui compilatori ASN1, il Nam Lab ha individuato tre diversi bug nel runtime ASN1SCC, in seguito ai quali sono state riconosciute ben tre CVE ufficiali, pubblicate con identificativi CVE-2026-75614, CVE-2026-75615 e CVE-2026-76077. Il caso più grave riguarda CVE-2026-75614 – ossia Overflow da lunghezza non valida; in questo caso il compilatore che dovrebbe accettare solo messaggi con variabili dell’ordine di grandezza massimo di 3 bit, è risultato non in grado di scartare quelli con variabili superiori. In alcune condizioni, un codice malevolo in grado di sfruttare questa vulnerabilità potrebbe perfino eseguire del codice remoto (RCE – Remote Code Execution). Analoghe logiche legate all’incapacità di intercettare variabili non conformi, riguardano le altre due CVE, che se non patchate rischiavano di compromettere seriamente sistemi di comunicazione satellitare globali.
I risultati sono stati gestiti all’interno di un processo di coordinated disclosure con ESA ed ESACERT, che hanno rilasciato le patch e aggiornato il compilatore. Assistiamo dunque ad esempio virtuoso di collaborazione tra il mondo accademico e le istituzioni, una sinergia essenziale nell’ambito delle infrastrutture critiche che consente di schivare pericolosissimi meteoriti.
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