I ricercatori di TrendAI hanno scoperto che i cybercriminali stanno sfruttando vecchie vulnerabilità di Microsoft Exchange e di IIS per la raccolta di informazioni e il furto di proprietà intellettuale, in oltre otto paesi asiatici e in un paese europeo della NATO.
I ricercatori diTrendAI™, leader globale di AI security e business unit di Trend Micro™, hanno scoperto una campagna di cyberspionaggio condotta da un gruppo cybercriminale cinese che sta prendendo di mira enti governativi, IT contractor della difesa e aziende di trasporti in oltre otto Paesi del sud-est asiatico e in un Paese europeo della NATO. La campagna di cyberspionaggio è analizzata nell’ultima ricerca presentata dall’azienda, intitolata “Inside Shadow-Earth-053: A China-Aligned Cyberespionage Campaign Against Government and Defense Sectors in Asia”.
L’attività, denominata SHADOW-EARTH-053, è focalizzata sulla raccolta di informazioni e sul furto di proprietà intellettuale e supporta gli interessi strategici della Cina. I ricercatori hanno scoperto che i cybercriminali stanno sfruttando vecchie vulnerabilità di Microsoft Exchange e di IIS, tra cui quella comunemente nota come ProxyLogon, per implementare web shell, impianti SHADOWPAD e strumenti per rubare credenziali, spostarsi lateralmente ed estrarre dati dalle e-mail di dirigenti e di profili importanti all’interno degli obiettivi presi di mira.
La particolarità di questa campagna cybercriminale è la sovrapposizione con un altro set di intrusioni, denominato SHADOW-EARTH-054. Quasi la metà degli obiettivi di SHADOW-EARTH-053 è stata infatti colpita anche da SHADOW-EARTH-054, tramite strumenti condivisi e hash di file identici. Questo suggerisce uno sfruttamento ripetuto della stessa infrastruttura esposta e non una singola compromissione.
I dettagli su come funziona l’attacco e i rischi per le organizzazioni
In concreto, il gruppo cybercriminale sta sfruttando le vulnerabilità N-day nei server Microsoft Exchange e nei server Internet Information Services (IIS) esposti su Internet, ad esempio la vulnerabilità ProxyLogon. Dopo aver individuato il punto in cui fare breccia nei sistemi di difesa, i malintenzionati distribuiscono la web shell GODZILLA per ottenere un accesso persistente all’obiettivo e procedono quindi a installare il malware ShadowPad tramite il DLL sideloading di eseguibili legittimi e firmati. Questo consente loro di assumere il pieno controllo dei sistemi colpiti.
Le falle N-day nei server Microsoft Exchange e Internet Information Services (IIS) sono in realtà vecchie vulnerabilità di Microsoft Exchange che, però, continuano a rappresentare vettori di accesso iniziali attuali ed efficaci. I cybercriminali stanno sfruttando con successo queste vulnerabilità, che ormai dovrebbero essere state corrette da tempo, a conferma che le organizzazioni che utilizzano ancora server Exchange obsoleti o non aggiornati rimangono esposte a importanti minacce cybercriminali. I rischi più concreti includono la compromissione delle caselle di posta, il furto delle credenziali e l’accesso prolungato alle proprie reti da parte di gruppi cybercriminali. A questi potenziali danni bisogna poi aggiungere anche quelli economici e reputazionali che ne conseguono.
Il collegamento con la Cina e i paesi colpiti
La famiglia di malware ShadowPad, una sofisticata backdoor modulare in precedenza open source, è nota per essere impiegata da diversi gruppi di intrusione e per essere già ampiamente utilizzata da gruppi cybercriminali allineati con la Cina. Sia gli obiettivi selezionati sia la tempistica operativa sono inoltre strettamente correlati a eventi geopolitici e interessi strategici nella regione. I Paesi principali coinvolti nell’attacco sono l’India, la Malesia, il Myanmar, il Pakistan, la Polonia, lo Sri Lanka, Taiwan e la Thailandia.
Le organizzazioni che gestiscono infrastrutture Microsoft Exchange o IIS esposte a Internet, in particolare nelle aree geografiche interessate, dovrebbero considerare questa campagna un’opportunità per verificare i livelli di patch, valutare le capacità di rilevamento delle web shell e analizzare attentamente il traffico in uscita dai server web.
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Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance