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i loghi di testate giornalistiche e la bandiera della russia

Disinformazione: la Russia imita i media occidentali per diffondere fake news. L’analisi

30 Settembre 2026 10:07
In sintesi

Dall’invasione dell’Ucraina, le operazioni di influenza russe hanno prodotto oltre 900 contenuti giornalistici falsi, attribuiti a 163 testate di 21 Paesi. L’uso di loghi e grafiche autentiche rende difficile distinguere le notizie vere da quelle fabbricate, con un incremento dell’850% nell’ultimo anno. Le campagne, note come Matrioska, Storm‑1516 e Doppelganger, mirano a indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina, sfruttando la fiducia dei lettori nelle fonti legittime. NewsGuard ha monitorato e denunciato questi falsi articoli, evidenziando la necessità di vigilanza.

Un articolo che sembra pubblicato dalla BBC. Un altro che porta il logo di Euronews. Poi arrivano Politico, Bloomberg News, Libération o una testata regionale che, almeno a prima vista, sembra perfettamente autentica.

Il problema è che quegli articoli non sono mai stati pubblicati dalle redazioni a cui vengono attribuiti.

Dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, nel 2022, le operazioni di influenza russe hanno prodotto almeno 906 contenuti giornalistici falsi, attribuendoli a testate reali. È quanto emerge dall’analisi di NewsGuard, secondo cui l’obiettivo è sfruttare la fiducia costruita nel tempo dai media legittimi per dare maggiore credibilità a informazioni inventate e, soprattutto, indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina.

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La tecnica non è nuova. È però diventata molto più intensa. Tra la prima metà del 2025 e la prima metà del 2026, il numero di articoli fittizi attribuiti a testate apparentemente affidabili è passato da 44 a 421, con un incremento dell’850%. Un salto che mostra quanto questa modalità di influenza sia diventata centrale nelle operazioni russe.

Quando il falso prende il volto del vero

Sono 163 le testate la cui identità è stata utilizzata nelle campagne individuate. Ci sono nomi internazionali come BBC, Politico, Bloomberg News ed Euronews, ma anche realtà molto più piccole: il sito di notizie ucraino The Kyiv Independent, il quotidiano regionale britannico The Yorkshire Post e il francese La Montagne.

Il meccanismo è relativamente semplice, ma proprio per questo può risultare efficace.

Le campagne riproducono loghi, grafica e impostazione visiva delle testate originali. In alcuni casi vengono persino creati siti web con indirizzi molto simili a quelli autentici. Per un lettore che arriva sul contenuto attraverso un social network o un motore di ricerca, distinguere il falso dall’originale può quindi non essere immediato.

Analisi svolta da NewsGuard

A rendere le storie ancora più credibili contribuiscono anche citazioni inventate attribuite a esperti realmente esistenti.

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La tecnica permette così di prendere un’affermazione completamente falsa e rivestirla dell’autorità di una fonte che il pubblico già conosce.

Matrioska e Storm-1516: due operazioni, due strategie

La maggior parte dei contenuti individuati da NewsGuard è riconducibile a operazioni di influenza legate al governo russo, tra cui Matrioska e Storm-1516.

Matrioska, il cui nome richiama le tradizionali bambole russe a incastro, punta soprattutto sulla quantità. La campagna produce spesso decine di falsi servizi video al giorno, generalmente di bassa qualità, facendoli apparire come contenuti realizzati da testate giornalistiche autentiche.

I video vengono quindi rilanciati attraverso X e Telegram, con campagne rivolte principalmente contro Ucraina, Europa e Stati Uniti. Storm-1516 segue invece una strada diversa. Produce meno contenuti, ma costruisce operazioni più articolate.

La campagna imita testate giornalistiche, giornalisti e organizzazioni realmente esistenti e costruisce narrazioni complesse partendo da un articolo o da un video falso. Il materiale viene poi fatto circolare attraverso una rete di account su X, arrivando in alcuni casi a decine di milioni di visualizzazioni.

Le campagne di Storm-1516 hanno preso di mira in particolare Ucraina, Armenia, Francia e Germania.

Prima di Matrioska e Storm-1516 aveva già adottato tattiche analoghe un’altra operazione russa, Doppelganger, che imitava siti di informazione reali per pubblicare articoli falsi. Secondo NewsGuard, Doppelganger sembra aver ridotto sensibilmente le proprie attività dal 2024.

La disinformazione russa cambia scala

L’utilizzo di contenuti falsi e dell’impersonificazione di fonti straniere non nasce con l’era digitale. La Russia ricorre a queste tecniche nelle proprie operazioni di influenza all’estero fin dall’epoca sovietica. La differenza, oggi, è la scala.

La diffusione dell’intelligenza artificiale ha reso molto più semplice produrre rapidamente grandi quantità di contenuti falsi. Non serve più costruire ogni singolo elemento manualmente: testi, immagini, video e altri materiali possono essere realizzati e adattati con una velocità impensabile fino a pochi anni fa.

Il risultato non è soltanto la possibilità di diffondere più informazioni false. C’è un effetto ulteriore: minare la fiducia nei media reali.

Se un lettore non è più sicuro che una pagina attribuita alla BBC sia davvero della BBC, oppure che un video apparentemente pubblicato da Euronews provenga realmente da Euronews, anche le fonti autentiche finiscono per essere coinvolte nel problema.

Sulla base dei contenuti individuati da NewsGuard tra marzo 2023 e settembre 2026, l’analisi individua inoltre le 15 testate giornalistiche imitate più frequentemente per diffondere falsi contenuti giornalistici.

L’Europa è il bersaglio principale

Il fenomeno ha colpito testate di 21 Paesi, tra cui Italia, Stati Uniti, Armenia, Israele, Polonia e Canada. Le campagne sono arrivate persino alla Città del Vaticano.

Ma il principale bersaglio rimane l’Europa.

Secondo NewsGuard, il dato è probabilmente legato al continuo sostegno europeo all’Ucraina nella guerra contro la Russia. I Paesi europei forniscono infatti all’Ucraina la maggiore quantità di aiuti militari e finanziari e ospitano circa 4,5 milioni di rifugiati ucraini, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Tra le testate maggiormente imitate spicca Euronews. Tra marzo 2023 e settembre 2026 le sono stati attribuiti falsamente 82 contenuti fittizi, il numero più alto rilevato nell’analisi.

Euronews non ha risposto a una richiesta di commento inviata da NewsGuard nel luglio 2026.

Anche la Francia compare con particolare frequenza. Delle 15 testate imitate più spesso, otto sono francesi: Libération con 39 contenuti, BFM con 35, France 24 con 34 e Le Parisien con 28, oltre alle altre testate comprese nell’elenco.

Il peso della Francia all’interno dell’Unione europea e della NATO, insieme alle divisioni interne su temi come immigrazione, rapporti con l’UE e sostegno all’Ucraina, rappresenta secondo l’analisi un terreno sul quale le operazioni di influenza possono cercare di alimentare tensioni già presenti.

Tra le altre testate utilizzate più frequentemente figurano BBC, con 30 contenuti falsi, Deutsche Welle con 28, Politico con 22 e NewsGuard con 25.

Non basta inventare una notizia: bisogna farla sembrare autentica

Le narrazioni costruite attraverso queste operazioni sono molto diverse.

In alcuni casi prendono di mira direttamente i vertici politici ucraini. In altri puntano sui leader europei o cercano di inserirsi nei dibattiti politici nazionali.

Sono circolate, per esempio, affermazioni secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe sottratto indebitamente aiuti occidentali oppure sarebbe dipendente dalla cocaina.

Altre campagne hanno diffuso accuse infondate di pedofilia contro il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Francia e Germania sono tra gli alleati europei più convinti dell’Ucraina e, dopo l’Ucraina stessa, figurano tra i Paesi più frequentemente presi di mira dalle campagne russe.

Un caso particolarmente significativo risale al marzo 2026.

Un falso articolo attribuito a Euronews sosteneva che il premier ungherese filoeuropeo Péter Magyar avesse definito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un “nonno senile”.

La storia era falsa e venne diffusa con l’obiettivo di screditare Magyar in vista delle elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile, nelle quali Magyar ha sconfitto l’ex leader sovranista Viktor Orbán.

Un archivio di centinaia di falsi

Il conteggio dei 906 contenuti non deriva esclusivamente dal lavoro di NewsGuard. Nel totale sono compresi anche contenuti individuati dall’agenzia ucraina Center for Countering Disinformation, dall’agenzia governativa francese Viginum e dal gruppo di ricerca anonimo Antibot4Navalny.

L’elenco completo delle testate coinvolte e il numero di falsi articoli attribuiti a ciascuna è disponibile nel Centro di monitoraggio delle testate giornalistiche vittime di falsa attribuzione di NewsGuard.

Il dato più significativo, però, è forse quello relativo alla velocità con cui il fenomeno è cresciuto.

In appena un anno, gli articoli falsi attribuiti a testate apparentemente affidabili sono passati da 44 a 421 nella prima metà dell’anno. Non è soltanto una questione di quantità.

È un modello di disinformazione che sfrutta un elemento fondamentale del giornalismo: la fiducia del lettore nella fonte.

Quando quella fiducia viene imitata, contraffatta e utilizzata per sostenere una storia inventata, il bersaglio non è più soltanto la singola persona o il singolo politico coinvolto nella falsa notizia. A essere messa in discussione è la stessa capacità del pubblico di riconoscere una fonte autentica.


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Chiara Nardini 2025 3 300x300
Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza: Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione