Il nuovo malware bancario Android DroidBot mira a rubare credenziali da 77 app bancarie e di criptovaluta (tra cui Binance, KuCoin, BBVA, Unicredit, Santander, Metamask, BNP Paribas, Credit Agricole, Kraken e Garanti BBVA).
Alla scoperta del MaaS DroidBot
La società che ha scoperto DroidBot, Cleafy, riferisce che è attivo da giugno 2024 e opera secondo lo schema malware-as-a-service (MaaS). L’abbonamento a DroidBot costa 3.000 dollari al mese e molte cyber gang utilizzano questo servizio per scopi specifici.
Secondo Cleafy, il malware attacca principalmente utenti nel Regno Unito, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Sebbene DroidBot non abbia funzionalità nuove o sofisticate, l’analisi di una sola delle botnet costruite su di esso ha rivelato 776 casi unici di infezione nel Regno Unito, Italia, Francia, Turchia e Germania. Allo stesso tempo, i ricercatori avvertono che il malware è attualmente in fase di sviluppo e che i suoi attacchi si stanno espandendo in nuove regioni, compresi i paesi dell’America Latina.
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Un Malware altamente personalizzabile
Gli analisti ritengono che i creatori di DroidBot si trovino in Turchia e forniscano ai propri clienti gli strumenti già pronti necessari per sferrare attacchi. Questo “pacchetto di servizi” includono:
Intercettazione degli SMS : il malware monitora i messaggi SMS in arrivo, spesso utilizzati dagli istituti finanziari per inviare numeri di autenticazione delle transazioni (TAN), consentendo agli aggressori di aggirare i meccanismi di autenticazione a due fattori.
Key-Logging : sfruttando i servizi di accessibilità, DroidBot cattura le informazioni sensibili visualizzate sullo schermo o immesse dall’utente, come credenziali di accesso, dati personali o saldi dei conti.
Attacco overlay : questo approccio consiste nel visualizzare una falsa pagina di accesso sopra l’applicazione bancaria legittima una volta che la vittima la apre, per intercettare credenziali valide.
Routine di tipo VNC: DroidBot acquisisce periodicamente screenshot del dispositivo della vittima, fornendo agli autori della minaccia dati visivi continui che offrono una panoramica in tempo reale dell’attività del dispositivo.
Interazione con lo schermo : sfruttando il pieno potenziale dei servizi di accessibilità, DroidBot consente il controllo remoto del dispositivo infetto. Ciò include l’esecuzione di comandi per simulare le interazioni dell’utente, come toccare pulsanti, compilare moduli e navigare tra le applicazioni, consentendo di fatto agli aggressori di utilizzare il dispositivo come se fossero fisicamente presenti.
Poiché diversi client lavorano sulla stessa infrastruttura (e a ciascun gruppo viene assegnato un ID univoco), i ricercatori sono stati in grado di identificare 17 gruppi diversi utilizzando DroidBot. Il generatore di payload consente ai clienti di personalizzare DroidBot per applicazioni specifiche, utilizzare lingue diverse e impostare i propri indirizzi del server di controllo. Gli utenti del malware hanno inoltre accesso a documentazione dettagliata, supporto tecnico e accesso al canale Telegram, dove vengono regolarmente pubblicati gli aggiornamenti.
Un Trojan che si maschera da Applicazione legittima
DroidBot spesso si maschera da applicazione come Google Chrome, Google Play Store o Android Security per indurre gli utenti a installare malware. Nonostante queste forme innocue, si comporta come un Trojan su un dispositivo infetto e cerca di rubare informazioni riservate da applicazioni specifiche.
Come molti altri malware Android, DroidBot abusa dei servizi di accessibilità per tenere traccia delle azioni dell’utente e simulare passaggi e tocchi.
Va osservato che DroidBot non è ancora penetrato nel negozio ufficiale di Google Play. Pertanto, per proteggersi da tali attacchi, i ricercatori invitano gli utenti a installare applicazioni solo da fonti attendibili e a esaminare attentamente quali autorizzazioni richiedono.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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