Gli specialisti di Trend Micro hanno scoperto che in una serie di attacchi gli aggressori hanno utilizzato lo strumento EDRSilencer per disattivare gli avvisi emessi dal sistema EDR. I criminali informatici integrano lo strumento nei loro attacchi per nascondere le tracce degli attacchi ed eludere il rilevamento.
EDRSilencer è uno strumento open source sviluppato in modo simile alla soluzione commerciale NightHawk FireBlock di MdSec. Il programma identifica i processi EDR attivi e utilizza la piattaforma di filtraggio Windows ( WFP ) per monitorare e bloccare il traffico di rete sui protocolli IPv4 e IPv6. Il WFP, utilizzato nei firewall e negli antivirus, consente di configurare filtri robusti utilizzati per controllare il traffico.
EDRSilencer applica filtri per bloccare la comunicazione tra l’EDR e il server di gestione. Durante i test i tecnici sono riusciti a bloccare l’invio dei dati e i dispositivi risultavano inattivi nel portale di gestione. Di conseguenza, l’invio di notifiche e telemetria dettagliata viene bloccato.
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Nella nuova versione dello strumento è disponibile il blocco di 16 moderne soluzioni EDR, tra cui:
Microsoft Defender;
SentinelnOne;
FortiEDR;
Cortex XDR di Palo Alto Networks;
Cisco;
ElasticEDR;
EDR Carbone Black;
Trend Micro Apex One.
Gli esperimenti hanno inoltre dimostrato che alcuni prodotti EDR continuano a trasmettere report a causa dell’assenza di determinati file eseguibili nell’elenco codificato. Tuttavia, gli aggressori hanno la possibilità di aggiungere filtri per i processi desiderati, ampliando l’elenco dei componenti bloccati.
Elenco dei nomi eseguibili associati ai prodotti EDR comuni terminati da EDRSilencer
Tuttavia, dopo aver aggiunto ulteriori processi all’elenco dei blocchi, gli strumenti EDR interrompono l’invio dei dati. Questa disabilitazione consente alle attività dannose di non essere rilevate, aumentando le possibilità di attacchi riusciti senza intervento specialistico.
Come funziona EDRSilencer (fonte: Trend Micro)
Trend Micro consiglia di classificare EDRSilencer come malware e di bloccarlo nelle prime fasi dell’attacco.
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Gli esperti consigliano inoltre di utilizzare misure di sicurezza a più livelli per isolare i sistemi critici, utilizzando soluzioni con analisi comportamentale e rilevamento di anomalie e monitorando gli indicatori di compromissione sulla rete. Anche il principio del privilegio minimo è un elemento chiave nella protezione da tali attacchi.
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