Molti credono che l’utilizzo di una VPN garantisca una protezione totale durante la navigazione, anche su reti WiFi totalmente aperte e non sicure. Sebbene le VPN siano strumenti efficaci per crittografare il traffico e impedire l’intercettazione dei dati, non sono in grado di poterci proteggere da tutti i rischi.
Nell’articolo riportato qui sotto, spieghiamo in maniera dettagliata come funziona una VPN (Virtual Private Network) . L’articolo tratta in modo approfondito le VPN , analizzando come funziona e quali vantaggi specifici offre. Vengono descritti i diversi tipi di VPN, i criteri per scegliere la soluzione migliore, e le best practices per implementare in modo sicuro.
Pur confermando quanto riportato nell’articolo, ovvero che:
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Una VPN non solo migliora la sicurezza e la privacy, ma offre anche maggiore libertà e controllo sulle informazioni trasmesse online, rendendola uno strumento fondamentale per chiunque voglia proteggere la propria identità digitale e i propri dati sensibili
È fondamentale essere consapevoli dei suoi limiti e delle potenziali vulnerabilità.
Ad esempio, la vulnerabilità CVE-2024-3661, nota come “TunnelVision“, dimostra come sia possibile per un attaccante reindirizzare il traffico fuori dal tunnel VPN senza che l’utente se ne accorga. Questo attacco sfrutta l’opzione 121 del protocollo DHCP per configurare rotte statiche nel sistema della vittima, permettendo al traffico di essere instradato attraverso canali non sicuri senza che l’utente ne sia consapevole.
Mentre possiamo affermare che una VPN protegge i dati in transito, dobbiamo ricordarci che per esempio non:
Blocca gli attacchi di phishing: Una VPN non può impedire che clicchiamo su link dannosi o che inseriamo le nostre credenziali su siti fraudolenti.
Protegge da malware o attacchi diretti al dispositivo (compromissioni locali): Se il nostro dispositivo è vulnerabile o infetto, una VPN non offre protezione contro malware, ransomware o minacce su reti locali.
Evidenze
1- Tunnel Vision
In questo video dimostrativo viene riportato un POC della CVE-2024-3661- Zscaler (TunnelVision) che evidenzia come un attaccante possa bypassare il tunnel VPN sfruttando l’opzione 121 del DHCP:
In quest’altro articolo invece diamo evidenza come per esempio diversi siti Web LetsVPN fraudolenti condividono un’interfaccia utente comune e sono deliberatamente progettati per distribuire malware , mascherandosi da applicazione LetsVPN autentica.
In quest’altro articolo, trattiamo di come alcuni sistemi vpn configurati in modo errato accettano i pacchetti tunnel senza verificare il mittente. Ciò consente agli aggressori di inviare pacchetti appositamente predisposti contenenti l’indirizzo IP della vittima a un host vulnerabile, costringendo l’host a inoltrare un pacchetto interno alla vittima, che apre la porta agli aggressori per lanciare ulteriori attacchi. Nell’articolo evidenziamo anche che sono state identificate sono le seguenti CVE:
Le VPN rappresentano un tassello importante nella protezione della nostra identità digitale e dei dati in transito, ma non offrono una protezione completa contro tutte le minacce. Come ogni strumento di sicurezza, devono essere configurate correttamente, mantenute aggiornate e utilizzate con responsabilità e consapevolezza.
In linea generale, le VPN non rappresentano una soluzione definitiva né sufficiente per garantire la sicurezza. È fondamentale affrontare il tema della sicurezza delle reti partendo dalla loro natura: molte infrastrutture — in particolare le reti Wi-Fi aperte — nascono insicure “by design”.
Nei prossimi articoli inizieremo a esplorare le misure tecniche che possono essere adottate per rafforzare queste reti, proteggere gli utenti e ridurre il rischio di attacchi, anche in ambienti esposti o pubblici.
➡️ Adottare una postura di sicurezza proattivaè essenziale: l’uso consapevole della VPN deve essere solo uno degli strumenti in un approccio più ampio e strutturato, che approfondiremo passo dopo passo nei prossimi articoli sulle mitigazioni.
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