Flipper One è il nuovo progetto di Flipper Devices, evoluzione distinta dal Flipper Zero, basato su architettura ARM RK3576 e pensato per networking avanzato, SDR e intelligenza artificiale locale. Flipper One è in sviluppo da cinque anni ma la sua complessità tecnica e la dipendenza da componenti non open stanno rallentando il progetto. Il team ha chiesto supporto alla community per completarlo e punta al lancio su Kickstarter.
Pavel Zhovner, co-creatore di Flipper Zero, ha presentato in anteprima Flipper One, un nuovo progetto di Flipper Devices a cui il team lavora da diversi anni. Non si tratta della nuova generazione di Flipper Zero, bensì di un dispositivo Linux completo per il networking, l’SDR, i moduli fai-da-te e l’implementazione locale di LLM.
L’annuncio, tuttavia, è stato insolito. Infatti, sul blog dell’azienda su Habr, gli sviluppatori hanno annunciato che il progetto si stava rivelando troppo complesso e hanno chiesto aiuto alla comunità. Zhovner scrive:
“Questo è un progetto molto complesso, sia dal punto di vista economico che tecnico. Ecco perché oggi non lo annunciamo trionfalmente, ma per dire la verità. Siamo onesti: siamo semplicemente spaventati e abbiamo bisogno del vostro aiuto.”
Advertising
Secondo gli sviluppatori, il progetto Flipper One è in fase di sviluppo da circa cinque anni e, durante questo periodo, il concept è stato completamente riprogettato diverse volte. Il lancio del dispositivo su Kickstarter è previsto entro la fine dell’anno, con un prezzo stimato di circa 350 dollari.
Flipper One è basato su un processore ARM Rockchip RK3576 con 8 GB di memoria LPDDR5 e storage UFS 2.2. Il dispositivo utilizza un’insolita architettura a doppio processore: la CPU principale esegue Linux, mentre un microcontrollore Raspberry Pi RP2350 gestisce il display, i pulsanti, il touchpad, l’alimentazione e l’avvio del sistema. Ciò consente ad alcune funzioni del dispositivo di rimanere accessibili anche quando il sistema operativo è spento.
Viene specificamente sottolineato che Flipper One non sostituisce Flipper Zero, progettato per NFC, RFID, Sub-1 GHz, IR e altri protocolli offline. Flipper One è in fase di sviluppo come un “progetto completamente diverso con obiettivi diversi”, focalizzato maggiormente su tecnologie di rete: Wi-Fi, Ethernet, 5G, comunicazioni satellitari, SDR e modelli di intelligenza artificiale locali.
Gli sviluppatori vogliono rendere Flipper One la piattaforma ARM più aperta possibile: senza blob binari, driver proprietari o BSP specifici del fornitore. Per raggiungere questo obiettivo, il team sta collaborando con Collabora, che sta contribuendo ad aggiungere il supporto per RK3576 al kernel Linux principale.
Attualmente il dispositivo si avvia con un kernel pulito e senza patch del fornitore, ma il trainer DDR proprietario, responsabile dell’inizializzazione della RAM, rimane un problema. Gli sviluppatori sperano di convincere Rockchip a rendere open source questo codice o, in caso di necessità, sono disposti a decodificarlo autonomamente tramite reverse engineering.
Advertising
Zhovner spiega: “La situazione attuale di Linux su ARM è deprimente. Ogni produttore sta mettendo insieme il proprio insieme di soluzioni improvvisate: bootloader proprietari, blob binari, patch difettose e kernel obsoleti.”
Inoltre, il dispositivo è progettato per essere altamente modulare. È dotato di una porta M.2 Key-B con interfacce PCIe, USB 3.1, SATA, UART, I2C e SIM. Sarà possibile installare un SSD, un modulo SDR, un acceleratore AI, un modem LTE/5G o persino un modem NTN per le comunicazioni satellitari. È inoltre presente un connettore GPIO per semplici moduli fai-da-te, e sono già disponibili i modelli 3D del case e dell’hardware di montaggio.
Flipper One, appena estratto dalla confezione, può funzionare come router, gateway VPN, bridge cablato/wireless, sniffer in linea o adattatore Wi-Fi/Ethernet USB. Può anche essere utilizzato come “computer desktop di sopravvivenza”: collegandolo a un monitor con un singolo cavo USB-C, si trasforma in uncomputer Linux completo. Tuttavia, la modalità Alt Mode di DisplayPort USB-C, la decodifica hardware H.264/HEVC e alcune funzionalità di accelerazione hardware restano da implementare.
Insieme all’annuncio, il team di Flipper Devices ha lanciato un portale pubblico per sviluppatori con documentazione, discussioni interne e strumenti di monitoraggio delle attività. Il portale include sottoprogetti come Hardware, Meccanica, Linux, Firmware MCU, Interfaccia utente, Documentazione e Test, e le segnalazioni contrassegnate con “help wanted” sono aperte a tutti.
Il team invita ingegneri, sviluppatori Linux, designer e ricercatori a partecipare.
“Abbiamo sempre sostenuto la trasparenza. Con Flipper One, abbiamo deciso di spingerci ancora oltre: non solo rendiamo pubblici il codice e gli schemi, ma anche i processi di sviluppo stessi. Ciò che le aziende solitamente nascondono o di cui si vergognano, noi lo rendiamo pubblico: bozze di documentazione, discussioni sull’architettura, dibattiti interni e problemi”, scrive Zhovner. “I tracker delle attività e le discussioni interne saranno disponibili alla community, insieme alle istruzioni su come contribuire. Chiunque potrà vedere lo stato di ogni attività e partecipare al progetto.Questo tipo di apertura è per noi piuttosto intimo e a tratti imbarazzante. Ma crediamo che sia importante per la cultura dell’apertura, dell’open source e per il suo valore educativo.”
Nel suo canale Telegram, Zhovner riassume : “Francamente, non so se riusciremo a fare quello che abbiamo pianificato, perché le probabilità di combinare pasticci sono molto alte, ma almeno sarà interessante.”
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza:Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.