Si è concluso la scora settimana, presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, il corso di formazione specialistica in OSINT – Open Source Intelligence, rivolto agli operatori della Polizia Postale.
Un percorso formativo altamente qualificante, pensato per rafforzare le competenze investigative in uno scenario digitale sempre più complesso e interconnesso.
L’OSINT, acronimo di Open Source Intelligence, è l’insieme delle tecniche di raccolta, analisi e correlazione di informazioni provenienti da fonti aperte e pubblicamente accessibili, come il web, i social network, i database pubblici, i forum, i siti di informazione e, in alcuni casi, anche porzioni del deep web.
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Non si tratta di una semplice attività di ricerca, ma di un vero e proprio processo strutturato di intelligence.
Nel contesto attuale, la capacità di trasformare i dati grezzi in informazioni strategiche rappresenta un fattore chiave per il successo delle indagini informatiche. È proprio in questo ambito che l’OSINT assume un ruolo centrale, consentendo agli investigatori di individuare pattern, relazioni e segnali deboli spesso invisibili a un’analisi superficiale.
Durante il corso, i partecipanti hanno approfondito diverse tecniche operative avanzate, tra cui la ricerca avanzata online, l’analisi dei social media, le attività di investigazione sul deep web, la geolocalizzazione delle informazioni e l’analisi visiva dei dati. Strumenti e metodologie che permettono di ricostruire eventi, identificare soggetti di interesse e contestualizzare le informazioni in modo accurato e verificabile.
L’obiettivo principale della formazione è quello di affinare tecniche d’avanguardia per trasformare le informazioni raccolte in vera e propria intelligence, utile a supportare le attività di polizia giudiziaria. In particolare, l’OSINT consente di potenziare le indagini nel cyberspazio, riducendo i tempi di analisi e aumentando la precisione investigativa.
L’importanza dell’OSINT emerge con forza anche nel contrasto al crimine informatico, che oggi si manifesta attraverso frodi online, cyber attacchi, attività di disinformazione, pedopornografia e minacce alle infrastrutture critiche. L’analisi delle fonti aperte permette di anticipare le mosse dei criminali digitali e di raccogliere elementi probatori fondamentali nel rispetto del quadro normativo vigente.
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Un ulteriore aspetto cruciale riguarda la tutela della sicurezza dei cittadini e delle istituzioni. Grazie all’OSINT, le forze di polizia possono monitorare fenomeni emergenti, prevenire rischi e intervenire in modo tempestivo a protezione del tessuto sociale e digitale del Paese.
Aggiornamento e formazione continua oggi restano gli strumenti più efficaci per anticipare le minacce del web e rispondere con professionalità alle nuove sfide del cyberspazio. In questo senso, iniziative come quella di Vibo Valentia rappresentano un investimento strategico sul capitale umano e sulle competenze della Polizia di Stato.
Desideriamo esprimere un profondo e sincero ringraziamento alla Polizia di Stato per l’impegno costante e altamente qualificato nel contrasto al cybercrime, alle minacce digitali e, in particolare, alla pedopornografia online, una delle forme più gravi e insidiose di criminalità nel cyberspazio.
L’azione quotidiana degli operatori rappresenta un presidio fondamentale a tutela dei cittadini, dei minori e della sicurezza delle infrastrutture digitali del Paese.
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Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza:Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.