Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Gli hacker di Evil Corp utilizzano ransomware standard: LockBit

Gli hacker di Evil Corp utilizzano ransomware standard: LockBit

7 Giugno 2022 07:10

Giovedì, i ricercatori di Mandiant hanno pubblicato le loro osservazioni sui criminali informatici di Evil Corp. Gli esperti hanno notato come gli aggressori abbiano cambiato tattica dopo le sanzioni statunitensi del 2019, che hanno aumentato il controllo sulle operazioni del gruppo.

Evil Corp ha iniziato con un’ampia gamma di crimini informatici finalizzati all’estorsione prima del 2019 ed è stata anche collegata a diversi malware quali WastedLocker e Hades.

Tuttavia, non appena gli esperti hanno collegato WastedLocker a Evil Corp, gli hacker hanno iniziato a nascondersi. Ad esempio, dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto che collega WastedLocker alla banda nell’ottobre 2020, i ricercatori hanno notato un calo dell’attività del malware. L’anno scorso, Evil Corp si è travestito da un altro noto gruppo, REvil, nel tentativo di aggirare le sanzioni, ha affermato Emsisoft.

Nel 2019, il Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Evil Corp per lo sviluppo e la distribuzione del malware Dridex, che è stato utilizzato per infiltrarsi in centinaia di istituzioni finanziarie in più di 40 paesi, provocando danni per milioni di dollari.

Ora Evil Corp (o UNC2165) usa LockBit.

“L’uso del ransomware esistente è un’evoluzione naturale per UNC2165, che sta cercando di nascondere la sua affiliazione con Evil Corp”

scrivono i ricercatori di Mandiant.

Nell’ottobre 2021, Evil Corp è stata accusata di aver organizzato un attacco informatico alla società di media americana Sinclair Broadcast Group.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…