I ricercatori di sicurezza hanno individuato un nuovo metodo d’attacco in cui i cybercriminali sfruttano gli inviti di Google Calendar per veicolare malware. La tecnica impiegata si basa su un sistema di offuscamento avanzato, dove un solo carattere apparentemente innocuo cela codice malevolo pronto a colpire.
Questa tecnica sottolinea come gli attori delle minacce continuino a raffinare le proprie strategie, puntando su servizi considerati affidabili per bypassare le difese di sicurezza tradizionali. Nel marzo 2025, gli analisti di sicurezza di Aikido hanno individuato un pacchetto npm sospetto, denominato “os-info-checker-es6”. Sebbene apparisse come un modulo legittimo per la raccolta di informazioni sul sistema operativo, il pacchetto nascondeva codice potenzialmente dannoso.
Ciò che catturò la loro attenzione fu quello che sembrava essere solo un carattere di barra verticale (“|”) nel codice, ma che in realtà nascondeva qualcosa di molto più sinistro.
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“Ciò che abbiamo scoperto è stato affascinante: quel singolo carattere non era in realtà un semplice simbolo di pipe, ma conteneva caratteri Unicode Private Use Area (PUA) invisibili”, hanno spiegato i ricercatori nella loro analisi. Questi caratteri PUA sono riservati nello standard Unicode alle applicazioni personalizzate e sono intrinsecamente non stampabili, il che li rende perfetti per nascondere codice dannoso.
Una volta decodificato, questo carattere apparentemente innocuo si trasformava in istruzioni codificate in base64 che alla fine si collegavano a Google Calendar per operazioni di comando e controllo. L’indagine ha rivelato che il malware era progettato per recuperare payload dannosi tramite un URL di invito di Google Calendar. L’invito del calendario conteneva stringhe codificate in base64 che, una volta decodificate, indirizzavano le vittime a un server controllato dall’aggressore.
Una volta che un bersaglio interagisce con questi inviti del calendario, può essere indirizzato a siti Web fraudolenti progettati per rubare credenziali o informazioni finanziarie. Gli aggressori non si sono fermati a un solo pacchetto. Tutti questi pacchetti hanno aggiunto il dannoso “os-info-checker-es6” come dipendenza, creando una superficie di attacco più ampia.
Come Proteggersi
Google ha riconosciuto la minaccia e consiglia agli utenti di abilitare l’impostazione “mittenti noti” in Google Calendar per difendersi da questo tipo di phishing. Gli esperti di sicurezza consigliano inoltre:
Diffidate degli inviti inaspettati nel calendario, soprattutto quelli programmati per un futuro molto lontano.
Verifica l’identità del mittente prima di accettare inviti o cliccare sui link.
Mantenere il software aggiornato per correggere le vulnerabilità della sicurezza.
Segnala gli inviti sospetti al calendario come spam tramite la funzione di segnalazione di Google Calendar.
Questo attacco dimostra come i criminali informatici continuino a trovare modi innovativi per diffondere payload dannosi, sfruttando piattaforme affidabili e sofisticate tecniche di offuscamento.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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