Google, senza fare alcun annuncio pubblico, ha rivisto il rating della vulnerabilità del CVE-2023-4863 associata alla libreria open source libwebp.
Ora – dato che gli esperti di sicurezza avevano avvertito della vastità del bug – Google emette attraverso la sua CNAun nuovo identificativo CVE-2023-5129 e lo classifica con score 10 su 10 sulla scala CVSSv4, anche se successivamente è stato rifiutato dal NIST in quanto duplicato.
Quotazione della CNA di Google del nuovo CVE emesso
Ricordiamo che l’azienda ha inizialmente divulgato i dati su questa vulnerabilità relativa a Chrome, assegnandogli l’identificatore CVE-2023-4863, ma non ha menzionato la sua connessione con la libreria libwebp, sviluppata internamente da Google per l’elaborazione delle immagini WebP che è largamente utilizzata da moltissimi altri software.
Advertising
Ben presto, gli esperti di Apple Security Engineering and Architecture (SEAR) e Citizen Lab (qui il bug è stato rilevato come CVE-2023-41064), nonché gli sviluppatori di Mozilla Firefox (CVE-2023-4863), hanno riferito di aver eliminato lo stesso problema.
È diventato chiaro che stiamo parlando della stessa vulnerabilità, che le aziende stanno risolvendo separatamente, e chiaramente non si parla di divulgazione coordinata delle informazioni.
Gli specialisti di Citizen Lab hanno addirittura affermato che il problema CVE-2023-41064 è stato utilizzato dagli aggressori come parte di una catena di exploit zero-click per iMessage, collettivamente chiamata BLASTPASS.
Ciò che stava accadendo ha causato una notevole confusione nella comunità della sicurezza informatica e gli specialisti della sicurezza informaticahanno posto delle domande a Google, che, per ragioni sconosciute, ha deciso di non associare questo errore a libwebp, mettendo così a repentaglio migliaia di applicazioni che utilizzano la libreria.
Il fatto è che libwebp viene utilizzato come parte di quasi tutte le applicazioni, sistemi operativi e altre librerie che funzionano con le immagini WebP.
Advertising
Ciò vale principalmente per il framework Electron, utilizzato in Chrome e in molte altre applicazioni per dispositivi desktop e mobili. Numerosi progetti che utilizzavano libwebp erano vulnerabili al bug, tra cui Microsoft Teams, 1Password, Signal, Safari, Mozilla Firefox, Microsoft Edge, Opera e i browser nativi per Android e così via.
Di conseguenza l’azienda è stata criticata dagli esperti e dai media, i quali hanno sottolineato che tacere sul problema in libwebp porterebbe a inutili ritardi nel rilascio delle patch, mentre gli aggressori eseguirebbero codice dannoso semplicemente mostrando agli utenti immagini WebP dannose.
Come hanno ormai scoperto giornalisti e gli specialisti di sicurezza informatica, questa settimana Google, senza dare troppo nell’occhio, ha apportato modifiche al suo bollettino sulla sicurezza dedicato al problema CVE-2023-4863.
L’azienda aveva già segnalato in precedenza che il problema era legato ad un heap overflow nelle WebP in Chrome e tra i prodotti interessati veniva menzionato solo il browser Chrome. Ora Google ha rilasciato un nuovo messaggio che fornisce una descrizione più dettagliata della vulnerabilità, e al problema è stato assegnato un nuovo identificatore CVE-2023-5129anche se poi tale codice è stato ritirato.
Il nuovo post menziona finalmente la libreria libwebp interessata dal problema e il punteggio di vulnerabilità è aumentato al massimo: 10 punti su 10 possibili (contro 8,8 punti precedentemente assegnati a CVE-2023-4863).
Come spiegato ora, il bug è correlato all’algoritmo Huffman, utilizzato da libwebp per la compressione senza perdite di qualità e consente agli aggressori di eseguire scritture fuori dal limite utilizzando pagine HTML dannose.
La vulnerabilità libwebp è grave, con un punteggio CVSS massimo di 10 . Il precedente avviso con l’identificativo CVE-2023-4863 aveva un punteggio CVSS di 8,8; poiché l’ampia disponibilità di libwebp amplia la superficie di attacco, anche il punteggio CVSS è stato aggiornato.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.