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immagine del gioco Gran Theft Auto 6

GTA VI: 10.000 persone lo hanno scaricato. Era un virus da 50 KB

24 Agosto 2026 08:49
In sintesi

Un falso leak di GTA VI da 113 GB sta circolando online come presunta build trafugata. L’ISO non contiene il gioco: oltre 100 GB sono padding e dati inutili, mentre il contenuto effettivo nasconde malware. I criminali sfruttano i veri leak di Rockstar e la curiosità dei fan per distribuire il payload.

Mentre l’hype per GTA VI tocca picchi mai visti prima, i cybercriminali fanno quello che sanno fare meglio, ovvero trasformare l’attesa in un mezzo d’attacco. Un finto file ISO da 113 GB spacciato per la build trafugata del gioco sta circolando in queste ore in rete. Peccato che dietro quei GB si nascondano soprattutto dati vuoti e un payload malevolo.

Non ci voleva un genio per capirlo. Bastava conoscere il copione. Ogni volta che un titolo AAA finisce sotto i riflettori, e GTA VI è probabilmente il gioco più atteso della storia recente, l’ecosistema criminale si attiva per monetizzare l’impazienza degli utenti. Questa volta l’esca è particolarmente insidiosa, perché sfrutta una situazione reale, ovvero la campagna di leak in corso contro Rockstar.

Nei giorni scorsi, su X, alcuni utenti hanno segnalato la comparsa in rete di un file ISO da circa 113 GB presentato come la build giocabile di Grand Theft Auto VI, in alcuni casi battezzato con nomi che richiamano direttamente il leaker che in questi giorni sta tormentando Rockstar. Uno dei torrent avrebbe superato le 10.000 seed, ovvero migliaia di persone hanno scaricato e in molti casi eseguito quello che credevano fosse il gioco.

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L’inganno

Le analisi condivise da diversi utenti della community raccontano una storia semplice ma efficace. Il file non contiene alcun frammento reale del gioco, si tratta di un payload malevolo di dimensioni irrisorie, imbottito con oltre 100 GB di dati inutili per fargli assumere le sembianze credibili di un titolo tripla A.

Dietro questo meccanismo c’è il cosiddetto padding, un trucco tanto banale quanto efficace sul piano psicologico. Un file da 113 GB fa sembrare un gioco vero e nessuno sospetta che dietro quella mole ci sia praticamente nulla. Ma il fatto di aver gonfiato il file non serve solo a ingannare l’occhio dell’utente, aiuta anche ad eludere alcuni controlli automatici, che spesso non riescono a processare file di dimensioni elevate..

Il pacchetto, inoltre, è stato confezionato per apparire come una release ben fatta, riciclando anche materiale autentico proveniente da precedenti leak di GTA VI. Un’operazione di social engineering costruita su più elementi, il nome del leaker, il formato ISO credibile e le grandi dimensioni del file. Tutto studiato per rendere il file più credibile e abbassare la guardia degli utenti.

Quanto al contenuto effettivo del malware, e va detto con chiarezza che si tratta di analisi della community, non di conferme ufficiali, le indicazioni convergono su un mix già ampiamente noto come strumenti per la sottrazione di credenziali e sessioni (account di gaming, chat, wallet) e componenti per il controllo remoto della macchina.

Cavalcare un leak reale

Ciò che rende questa campagna più credibile del solito è che si innesta su una crisi autentica. Un leaker che si fa chiamare Cyberleek sta da giorni pubblicando spezzoni di gameplay e persino la mappa di Leonidas, l’ambientazione del nuovo capitolo, dichiarando di agire per protesta contro la scelta di Rockstar di puntare sulle prevendite in formato solo digitale, definite “anti-gamer”.

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La reazione dell’editore è stata durissima: Take-Two Interactive avrebbe avviato azioni legali per identificare i responsabili, arrivando a richiedere i dati identificativi dei dispositivi di tutti i membri di tre server Discord. Nel frattempo Rockstar si prepara a mostrare un ampio filmato del gioco su Netflix (previsto per il 27 agosto), con l’uscita fissata per novembre.

In questo clima incandescente, i criminali non hanno dovuto inventare nulla, è bastato apporre il nome “Cyberleek” a un file infetto perché migliaia di utenti lo scaricassero convinti di mettere le mani sulla vera build trafugata. Ironia della sorte, con ogni probabilità il leaker originale non c’entra nulla con questi file e qualcuno ne ha semplicemente sfruttato l’identità.

Perché funziona e perché continuerà a funzionare

Questa campagna è un manuale di social engineering applicato:

  1. Sfrutta un desiderio urgente e reale: giocare in anticipo il titolo più atteso dell’anno.
  2. Si aggancia a un evento di cronaca vero: i leak di Cyberleek che conferisce plausibilità.
  3. Neutralizza il senso critico con dettagli credibili come dimensione, formato, naming, materiale autentico riciclato.
  4. Colpisce l’anello più debole della catena: la fretta e la curiosità umana.

Nessuna vulnerabilità zero-day. Nessun exploit. Solo psicologia e tempismo.

Conclusione

Il consiglio più solido è anche il più banale, e vale la pena ripeterlo che non esiste, ad oggi, alcuna copia pubblica di GTA VI al di fuori degli studi di Rockstar. Qualsiasi ISO giocabile che circola in rete è, per definizione, un falso e nella stragrande maggioranza dei casi un modo per diffondere malware.

La storia del finto GTA VI da 113 GB non è sofisticata. Finché ci sarà qualcuno disposto a scaricare una presunta copia di GTA VI pur di giocarci in anticipo, queste truffe continueranno a funzionare. Bastano un file credibile, un nome conosciuto e la voglia di arrivare prima degli altri.

Alla fine, la difesa più semplice resta anche quella più efficace: fermarsi un attimo e chiedersi “Se fosse davvero GTA VI, perché dovrei trovarlo gratis su un torrent?”


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Luca Galuppi 2 300x300
Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
Aree di competenza: Firewall, Networking, Network Design, Architetture IT, Servizi IT
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