Ricordiamo che Alessandro ha già rilevato delle importanti vulnerabilità su Zyxel. Come ad esempio il bug di Authentication bypass con CVSSv3 da 9,8 che permetteva ad un utente malintenzionato di aggirare l’autenticazione e ottenere l’accesso amministrativo al dispositivo monitorato con il CVE-2022-0342 oppure il post authentication command injection da CVSSv3 pari a 8.8, che permetteva ad un utente malintenzionato autenticato di eseguire alcuni comandi del sistema operativo in remoto monitorato con il CVE-2023-27991.
Zyxel ha prontamente risposto riportando che avrebbe sanato le vulnerabilità rilevate negli aggiornamenti del firmware del 28 di novembre così come è stato fatto. Le Vulnerabilità rilevate sono le seguenti e sono in valutazione del National Institute of Standards and Technology (NIST) come severity.
An improper privilege management vulnerability in the hotspot feature of the Zyxel USG FLEX series firmware versions 4.50 through 5.37 and VPN series firmware versions 4.30 through 5.37 could allow an authenticated local attacker to access the system files on an affected device.
An improper privilege management vulnerability in the debug CLI command of the Zyxel ATP series firmware versions 4.32 through 5.37, USG FLEX series firmware versions 4.50 through 5.37, USG FLEX 50(W) series firmware versions 4.16 through 5.37, USG20(W)-VPN series firmware versions 4.16 through 5.37, VPN series firmware versions 4.30 through 5.37, NWA50AX firmware version 6.29(ABYW.2), WAC500 firmware version 6.65(ABVS.1), WAX300H firmware version 6.60(ACHF.1), and WBE660S firmware version 6.65(ACGG.1), could allow an authenticated local attacker to access the administrator’s logs on an affected device.
An improper privilege management vulnerability in the ZySH of the Zyxel ATP series firmware versions 4.32 through 5.37, USG FLEX series firmware versions 4.50 through 5.37, USG FLEX 50(W) series firmware versions 4.16 through 5.37, USG20(W)-VPN series firmware versions 4.16 through 5.37, and VPN series firmware versions 4.30 through 5.37, could allow an authenticated local attacker to modify the URL of the registration page in the web GUI of an affected device.
A buffer overflow vulnerability in the Zyxel ATP series firmware version 5.37, USG FLEX series firmware version 5.37, USG FLEX 50(W) series firmware version 5.37, and USG20(W)-VPN series firmware version 5.37, could allow an authenticated local attacker with administrator privileges to cause denial-of-service (DoS) conditions by executing the CLI command with crafted strings on an affected device.
An improper privilege management vulnerability in the debug CLI command of the Zyxel ATP series firmware versions 4.32 through 5.37, USG FLEX series firmware versions 4.50 through 5.37, USG FLEX 50(W) series firmware versions 4.16 through 5.37, USG20(W)-VPN series firmware versions 4.16 through 5.37, VPN series firmware versions 4.30 through 5.37, NWA50AX firmware version 6.29(ABYW.2), WAC500 firmware version 6.65(ABVS.1), WAX300H firmware version 6.60(ACHF.1), and WBE660S firmware version 6.65(ACGG.1), could allow an authenticated local attacker to access system files on an affected device.
A buffer overflow vulnerability in the Zyxel ATP series firmware versions 4.32 through 5.37, USG FLEX series firmware versions 4.50 through 5.37, USG FLEX 50(W) series firmware versions 4.16 through 5.37, USG20(W)-VPN series firmware versions 4.16 through 5.37, and VPN series firmware versions 4.30 through 5.37, could allow an authenticated local attacker to cause denial-of-service (DoS) conditions by executing the CLI command to dump system logs on an affected device.
Uno tra i programmi del gruppo di HackerHood è appunto l’identificazione di bug non documentati (c.d. 0day), dove i membri del team una volta rilevate le vulnerabilità 0day su prodotti di largo consumo, collaborano con i vendor di prodotto per migliorare la sicurezza informatica.
Le attività si svolgono attraverso il processo di Coordinate Vulnerability Disclosure e solo a valle della pubblicazione della fix da parte dei vendor si procede alla disclosure pubblica e alla diffusione di eventuali Proof of Concept (PoC).
Un altro programma di HackerHood è lo svolgimento di attività di penetration test su infrastrutture ICT di aziende italiane che abbracciano politiche di “Responsible disclosure”. Tutto questo consente di dare un contributo al comparto Italia e quindi aiutare le aziende a migliorare la propria sicurezza informatica oltre che incentivare altre persone a fare lo stesso.
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Quindi, se sei un analista di sicurezza con skill di ethical hacking o un ricercatore di bug che sposi il Manifesto di HackerHood, potresti essere anche tu un membro di HackerHood. Scrivici quindi alla casella di posta del team: [email protected]
“Tieni Il Mento Alto. Un Giorno Ci Sarà Di Nuovo La Felicità A Nottingham, Vedrai.” (Robin Hood)
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
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