Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
I figli di LockBit: Bl00Dy è stato visto attaccare vittime utilizzando il Builder trapelato online

I figli di LockBit: Bl00Dy è stato visto attaccare vittime utilizzando il Builder trapelato online

29 Settembre 2022 09:40

Lunedì, lo specialista della sicurezza delle informazioni Vladislav Radetsky ha pubblicato un rapporto su un nuovo ransomware utilizzato dal gruppo Bl00Dy per attaccare una vittima ucraina.

È vero, allo specialista non era chiaro da chi gli aggressori avessero preso il codice – Conti o LockBit, poiché l’indirizzo e-mail ‘[email protected]‘ era apparso in precedenza in un ransomware creato sulla base del codice sorgente di Conti trapelato in rete.

Tuttavia, i ricercatori di MalwareHunterTeam hanno successivamente confermato che il malware è stato creato utilizzando il builder di LockBit 3.0, che è stato recentemente divulgato su Internet da uno sviluppatore che ha avuto un contenzioso con i membri della gang.

Tuttavia, c’è una differenza tra il vecchio ransomware Bl00dy e l’ultimo malware rilevato: l’estensione .bl00dy non viene più aggiunta ai file crittografati; il costruttore LockBit 3.0 non ha la possibilità di configurare l’estensione. 

Ma la nota non è cambiata molto: il classico “stile” di LockBit è stato preservato, Bl00dy lo ha appena cambiato un po’, aggiungendo il proprio testo e le informazioni di contatto.

Una nota dalla fazione Bl00dy.

Secondo gli esperti, il raggruppamento passa continuamente da un malware all’altro per due motivi: così possono evitare il rilevamento e hanno a portata di mano tutti i vantaggi delle funzioni dei vari malware.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Aggiornamento attacco hacker della Sapienza. Il comunicato agli studenti dal prorettore
Redazione RHC - 02/02/2026

Poco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…

Immagine del sitoCybercrime
31,4 Tbps: quando il DDoS diventa “meteo” e l’IoT fa da grandine
Sandro Sana - 02/02/2026

Se vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…