Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
I guadagni del ransomware sono in forte aumento. 900 milioni di dollari l’indotto del 2023. Tutto esentasse!

I guadagni del ransomware sono in forte aumento. 900 milioni di dollari l’indotto del 2023. Tutto esentasse!

13 Luglio 2023 08:09

All’inizio di quest’anno, dei report avevano riportato una tendenza al calo delle entrate dei ransomware poiché sempre più aziende si rifiutano di pagare denaro ai criminali informatici per sbloccare i dati. L’anno scorso, i ricavi degli hacker si sono quasi dimezzati rispetto al 2021 e sembrava una sorta di vittoria delle aziende sul ransomware in ambito aziendale.

Dalle notizie di oggi, non tutto è così chiaro. 

Ad esempio, ci sono tendenze decisamente positive, poiché secondo un rapporto della società di analisi Chainalysis, il ransomware è l’unica categoria di crimine che usa la criptovaluta che sta registrando un aumento quest’anno. Tutti gli altri tipi di attacchi informatici, inclusi hack, truffe, malware, negozi fraudolenti e entrate del mercato darknet, stanno mostrando un forte calo.

Tuttavia, non tutto è così roseo come potrebbe sembrare. Il fatto è che la crescita delle entrate derivanti dagli attacchi ransomware quest’anno non è stata di 1, non di 10, ma quasi del 100 percento! Nella prima metà del 2023, gli hacker criminali hanno già guadagnato 449 milioni di dollari, quasi la stessa cifra di tutto il 2022.

Il risultato dello scorso anno raggiunto in sei mesi

È improbabile che i ricavi del ransomware diminuiscano, così come la tendenza generale degli attacchi ransomware, in particolare sullo sfondo delle notizie quotidiane, Quindi è lecito ritenere che entro la fine dell’anno, gli aggressori saranno in grado di superare i risultati del 2020 e del 2021, quando il reddito annuo degli hacker era di circa 765 milioni di dollari.

Revenute ranosmware degli anni precedenti (fonte Chainalysis)

Se i tassi di crescita dei ricavi rimarranno allo stesso livello, nel 2023 il ransomware guadagnerà circa 900 milioni di dollari dalle vittime, il che stabilirà un nuovo massimo dato storico che incoraggerà altri criminali informatici ad unirsi al business del ransomware.

BlackBasta, LockBit, ALPHV (Blackcat) e Clop sono sulla cima della lista delle principali cybergang, con Clop che ha un pagamento medio di 1,7 milioni di dollari e una mediana di 1,9 milioni.

Pagamenti medi e mediani nel 2023

Clop ransomware è responsabile di due dei più grandi attacchi di quest’anno, ognuno dei quali ha colpito più di cento organizzazioni. 

Entrambi gli attacchi hanno sfruttato le vulnerabilità zero-day nelle popolari piattaforme MFT. A gennaio, il servizio GoAnywhere di Fortra è stato vittima del collettivo di hacker criminali, mentre a fine maggio è stato il turno dello 0day su MOVEit Transfer di Progress Software.

Inoltre, è già stata espressa in precedenza l’opinione che anche numerosi attacchi alle città americane abbiano dato un contributo tangibile al tesoro del ransomware. Sappiamo tutti di Oakland, Dallas, Lowell, Augusta e Hayward, dove le autorità cittadine hanno deciso di non pagare il riscatto agli aggressori. Ma cosa sappiamo di quante città hanno deciso, per un motivo o per l’altro, di non seguire i consigli degli esperti di sicurezza informatica e di collaborare ancora con i criminali informatici?

Vale la pena ricordare che le statistiche di Chainalysis includono principalmente informazioni sul movimento delle criptovalute sulla blockchain e praticamente non si basano sui dati ufficiali forniti dalle autorità.

Gli analisti ritengono che quest’anno la cosiddetta “caccia al pesce grosso” stia guidando l’aumento dei guadagni del ransomware, poiché è diventato più probabile che i criminali informatici attacchino grandi organizzazioni da cui è possibile estorcere ingenti somme di denaro.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
Addio a NTLM! Microsoft verso una nuova era di autenticazione con kerberos
Silvia Felici - 31/01/2026

Per oltre tre decenni è stato una colonna silenziosa dell’ecosistema Windows. Ora però il tempo di NTLM sembra definitivamente scaduto. Microsoft ha deciso di avviare una transizione profonda che segna la fine di un’era e…

Immagine del sitoInnovazione
Aperti i battenti del primo negozio di robot umanoidi al mondo in Cina. Saremo pronti?
Carolina Vivianti - 30/01/2026

Alle dieci del mattino, a Wuhan, due robot umanoidi alti 1,3 metri iniziano a muoversi con precisione. Girano, saltano, seguono il ritmo. È il segnale di apertura del primo negozio 7S di robot umanoidi del…

Immagine del sitoCyber Italia
Azienda automotive italiana nel mirino degli hacker: in vendita l’accesso per 5.000 dollari
Luca Stivali - 30/01/2026

Il 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…