
Il Centro Congressi Frentani ospiterà il 12 dicembre la conferenza “Cybercrime, Artificial Intelligence & Digital Forensics”, l’evento annuale organizzato da IISFA – Associazione Italiana Digital Forensics e da Gerardo Costabile, che riunirà i massimi esperti italiani di sicurezza informatica, forze dell’ordine, accademici e professionisti del settore.
Per chi vorrà partecipare, l’ingresso sarà gratuito, ma sarà necessaria la registrazione su Eventbrite.
Sarà una giornata intensa, caratterizzata da analisi tecniche, prospettive investigative e un confronto pubblico sempre più necessario in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale.

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La conferenza si aprirà con i saluti di Gerardo Costabile, presidente IISFA, seguiti dall’intervento di Nunzia Ciardi, Vicedirettrice dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che evidenzierà l’urgenza di costruire un ecosistema di difesa più solido e reattivo.
L’Ammiraglio Gianluca Galasso dell’ACN – CSIRT Italia offrirà un aggiornamento sul trend nazionale degli attacchi cyber, sottolineando un livello di minaccia mai così elevato, soprattutto verso infrastrutture critiche e servizi essenziali.
Successivamente, Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale, analizzerà i nuovi trend del cybercrime, sempre più automatizzati, distribuiti e alimentati dall’intelligenza artificiale.
Molto atteso sarà l’intervento del Generale Antonio Maccazzo della Guardia di Finanza, dedicato alle nuove frontiere del follow the money, tra criptovalute anonime e schemi di riciclaggio avanzati.
Stefano Mele, avvocato specializzato in Space & Cyber Law, presenterà un approfondimento sull’anatomia di un attacco ransomware, mostrando come psicologia del ricatto, tecniche di pressione e comunicazione criminale siano ormai componenti strategiche dell’attacco.
La prima tavola rotonda vedrà la partecipazione di Eugenio Albamonte della Direzione Nazionale Antimafia, Giuseppe Corasaniti dell’UniMercatorum, Paolo Galdieri, Mattia Epifani, Marco Calonzi e Gianluca Boccacci, che discuteranno del rapporto tra intelligenza artificiale, etica e informatica forense.
La seconda tavola rotonda sarà dedicata al ruolo dei media, del giornalismo e dei social network nella rappresentazione e comprensione delle minacce cyber. Interverranno Domenico Colotta di Assocomunicazione, Arturo Di Corinto, Luigi Garofalo e Roland Kapidani di Red Hot Cyber. Kapidani evidenzierà come la comunicazione sia ormai centrale quanto la difesa tecnica, sottolineando l’importanza di diffondere consapevolezza e prevenzione. “Non si tratta solo di informare: dobbiamo aiutare le persone a capire come il cybercrime si muove, perché lo fa e quali strumenti abbiamo per difenderci.”
Interverrà nei panel anche Paolo Galdieri, avvocato penalista e professore universitario, figura molto stimata all’interno della community di Red Hot Cyber, dove contribuisce da anni con competenza e sensibilità ai temi che collegano diritto, tecnologia e società.
Galdieri, noto per la sua capacità di tradurre concetti giuridici complessi in un linguaggio chiaro e comprensibile, ha portato nella discussione un punto di vista fondamentale: la necessità di aggiornare costantemente il quadro normativo per stare al passo con l’evoluzione delle minacce digitali.
Nel pomeriggio, il focus si sposterà su scenari tecnici avanzati. Paolo Dal Checco presenterà uno studio sullo spy hunting nei dispositivi mobili. Michela Carloni Gammon e Veronica Vacchi illustreranno nuove forme di media investigation e OSINT applicate alla sicurezza aziendale. Stefano Aterno discuterà dei reati informatici legati all’AI generativa, mentre il Prof. Aniello Castiglione analizzerà le frontiere della post-quantum security, con attenzione alle implicazioni investigative.
La giornata si concluderà con una simulazione di analisi forense guidata da Cosimo de Pinto e Salvatore Filograno, che coinvolgerà il pubblico in un caso reale di investigazione digitale.
Il summit IISFA 2025 si confermerà uno degli appuntamenti chiave per comprendere lo stato dell’arte della sicurezza informatica in Italia. La giornata metterà in evidenza un punto cruciale: senza divulgazione, community attive e un ecosistema informativo affidabile, la lotta al cybercrime non potrà essere vinta. La cybersecurity diventerà così un bene collettivo, che richiederà partecipazione e consapevolezza a ogni livello della società.
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