
Secondo un nuovo rapporto dell’Institute for Information Security (CIISec) 2023-24, i professionisti della sicurezza informatica nel Regno Unito guadagnano stipendi significativamente più alti rispetto alla media nazionale ma devono affrontare seri problemi di burnout.
Sulla base di un sondaggio condotto su 311 professionisti, lo stipendio medio nel settore della sicurezza informatica ha raggiunto 87.204 sterline, più del doppio dello stipendio medio del Regno Unito di 34.900 sterline (44.000 dollari). Dalla pubblicazione del primo rapporto CIISec nel 2016-2017, gli stipendi sono aumentati del 29%, da £ 62.144 ($ 78.400) ai livelli attuali. Tenendo conto dell’inflazione, la crescita reale è stata del 7%.
Dinamiche positive si registrano in tutti i segmenti industriali, con circa il 18% dei professionisti che ora guadagna più di £ 150.000 ($ 189.000) all’anno, rispetto ad appena il 7% nel 2016.
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Tuttavia, gli alti salari sono accompagnati da gravi rischi professionali. Secondo il sondaggio, il 55% degli intervistati soffre di insonnia a causa dello stress lavorativo e il 39% teme un infarto. Uno specialista su cinque (21%) è considerato oberato di lavoro.
La situazione è aggravata dalla mancanza di personale qualificato. La maggior parte degli intervistati (72%) ha indicato il personale come la principale sfida operativa, mentre i processi e la tecnologia rappresentano una preoccupazione rispettivamente solo per il 17% e l’11%.
La mancanza di diversità nel settore aggrava la carenza di talenti: solo il 19% degli specialisti entra nella professione senza un’istruzione superiore e la percentuale di donne è solo del 10%. In particolare, solo il 41% dei dipendenti prevede di rimanere nella posizione attuale nei prossimi due anni.
Amanda Finch, CEO di CIISec, sottolinea che molte delle sfide del settore, incluso il panorama delle minacce in continua evoluzione, vanno oltre il controllo delle aziende. Tuttavia, le questioni legate al reclutamento e al mantenimento del personale possono essere risolte a livello del datore di lavoro.
Il rapporto presta particolare attenzione all’intelligenza artificiale (AI). Le opinioni sono divise: l’89% ritiene che la tecnologia avvantaggerà gli aggressori e il 71% vede un impatto positivo sui difensori della rete. Quando si pianifica l’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro (85% degli intervistati), è stata identificata una tendenza allarmante: il 44% delle organizzazioni non è consapevole dei rischi associati e non dispone di politiche per l’uso sicuro della tecnologia.
Secondo gli esperti, il settore della sicurezza informatica ha urgentemente bisogno di aumentare la conoscenza delle minacce associate all’intelligenza artificiale, in particolare all’intelligenza artificiale generativa, mentre la tecnologia è nelle sue prime fasi di sviluppo. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alla formazione dei professionisti emergenti che dovranno resistere agli attacchi dell’intelligenza artificiale per i decenni a venire.
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