Una vulnerabilità scoperta di recente su F5 BIG-IP, la CVE-2022-1388, viene già sfruttata in attacchi che mirano a distruggere il file system del dispositivo e rendere inutilizzabile il server.
Il problema consente agli aggressori non autenticati con accesso alla rete di eseguire comandi di sistema arbitrari, azioni su file e disabilitare i servizi in BIG-IP.
Il bug è stato valutato 9,8 su 10 sulla scala di valutazione della vulnerabilità CVSS e permette ad un utente malintenzionato di assumere il pieno controllo del sistema vulnerabile. La vulnerabilità interessa il componente REST di iControl e consente di fatto ad un hacker di inviare richieste nascoste per aggirare l’autenticazione REST di iControl in BIG-IP.
Advertising
Subito dopo la comparsa delle prime informazioni su questo problema, i ricercatori hanno iniziato a postare exploit su Twitter e su GitHub e gli aggressori non si sono trattenuti, iniziando a utilizzare la vulnerabilità negli attacchi. Mentre la maggior parte degli attacchi si è conclusa con l’installazione di shell web, il furto di chiavi SSH e informazioni di sistema, gli esperti di SANS Internet Storm Center ora avvertono di aver scoperto scenari di sfruttamento molto più spiacevoli per la CVE-2022-1388.
Le macchine honeypot dei ricercatori hanno rilevato due attacchi provenienti dall’indirizzo IP 177.54.127[.]111, eseguendo il comando rm -rf /* sul dispositivo di destinazione. Questo comando tenta di cancellare tutti i file sul file system del dispositivo BIG-IP Linux quando viene eseguito.
Poiché l’exploit fornisce agli aggressori i privilegi di root, il comando rm -rf /* può rimuovere quasi tutti i file, inclusi i file di configurazione necessari per il corretto funzionamento del dispositivo.
Attacchi simili sono stati notati dal noto esperto di sicurezza delle informazioni Kevin Beaumont, che scrive su Twitter che molti dispositivi che aveva precedentemente monitorato tramite Shodan ora non rispondono e sono stati apparentemente “cancellati”.
Come notato da Bleeping Computer, fortunatamente, tali attacchi distruttivi sono ancora molto rari, perché la maggior parte degli aggressori vuole trarre vantaggio dai dispositivi di hacking e non è troppo interessata a causare danni.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.