Nel mondo sommerso del cybercrime, le aste online non sono solo un fenomeno legato a oggetti di lusso o collezionismo. Esiste un mercato parallelo, oscuro, dove i prodotti in vendita non sono orologi di pregio o opere d’arte, ma interi e-commerce compromessi, completi di dati finanziari, accessi amministrativi e informazioni riservate.
Uno degli ultimi esempi è l’asta scoperta in un noto forum del dark web, dove un utente con il nickname cosmodrome ha messo in vendita un negozio online italiano basato su Prestashop, operante nel settore del turismo. La piattaforma sembra ancora attiva e operativa, ignara di essere già nelle mani dei cybercriminali, che la stanno offrendo al miglior offerente.
Samples acquisito attraverso la piattaforma di Intelligence di Recorded Future, partner ufficiale di Red Hot Cyber
Come Funzionano le Aste nel Dark Web?
Se nei normali siti di aste come eBay gli utenti competono per accaparrarsi prodotti legittimi, nei forum underground le regole cambiano: ogni rilancio rappresenta un passo verso il controllo di un’infrastruttura compromessa, un’occasione per trarre profitto da una azienda che è ancora ignara della sua avvenuta compromissione.
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L’annuncio specifica le condizioni dell’asta:
Prezzo di partenza: 50$
Incremento minimo: 50$
Prezzo di acquisto immediato: 500$
Durata: 48 ore
Pagamento tramite un servizio di garanzia (escrow), per evitare truffe tra cybercriminali
Questa modalità assicura che l’acquirente riceva ciò che ha acquistato prima che il pagamento venga rilasciato al venditore, riducendo il rischio di raggiri anche tra hacker.
Un Negozio Prestashop con un Passato Oscuro
PrestaShop è un CMS open source utilizzato per realizzare siti di commercio elettronico. Nasce nel 2007 e, a differenza dei CMS più “generici” diffusi all’epoca della sua prima release (WordPress e Joomla!), PrestaShop è interamente pensato per lo sviluppo e la gestione dell’e-commerce.
L’annuncio fornisce dati preoccupanti: negli ultimi 90 giorni il negozio ha gestito 650 transazioni con carte di credito, 130 conti bancari e 129 account PayPal. Questo significa che l’e-commerce è stato probabilmente infettato attraverso uno skimmer o altri strumenti per intercettare dati sensibili dei clienti.
Il venditore sottolinea che l’acquirente riceverà pieno accesso al pannello di amministrazione, a una shell e all’account admin, il che consentirebbe di prendere il controllo totale della piattaforma, modificare i contenuti, prelevare dati e persino utilizzare il sito per future attività fraudolente, come il phishing o la vendita di prodotti inesistenti.
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Chi È la Vittima?
La grande domanda è: quale azienda italiana sta per cadere in mani sbagliate senza saperlo?
Il negozio potrebbe essere ancora attivo, continuando a raccogliere dati da parte di clienti ignari. I cybercriminali lo trattano come una merce da scambiare, mentre il proprietario e i suoi clienti potrebbero non sospettare nulla fino a quando non sarà troppo tardi.
Gli attacchi a e-commerce sono in aumento, soprattutto per le piattaforme Prestashop e Magento, spesso prese di mira con vulnerabilità zero-day o credenziali di accesso rubate. Questo episodio è l’ennesima prova di come il mercato nero del cybercrime sia ben organizzato e redditizio, sfruttando le falle di sicurezza per trasformarle in denaro sonante.
Per questo è fondamentale acquisire conoscenze sulla Cyber Threat Intelligence(CTI). Questa materia consente di analizzare le fonti sia pubbliche e chiuse e avere un vantaggio strategico nel panorama delle minacce cibernetiche. (Se sei interessato ai nostri corsi sulla CTI clicca qua).
Come Proteggersi?
Se possiedi un e-commerce, questi sono alcuni passi essenziali per evitare di diventare la prossima vittima:
Aggiorna costantemente la piattaforma e i plugin per chiudere eventuali falle di sicurezza.
Monitora il traffico e le attività sospette, come accessi non autorizzati o anomalie nelle transazioni.
Implementa sistemi di protezione avanzati, tra cui firewall per applicazioni web (WAF) e monitoraggio anti-malware.
Esegui audit di sicurezza periodici, per individuare eventuali intrusioni prima che sia troppo tardi.
Verifica che il tuo sito non sia già stato compromesso, controllando la presenza di file sospetti o modifiche non autorizzate.
Questo articolo è stato redatto attraverso l’utilizzo della piattaforma Recorded Future, partner strategico di Red Hot Cyber e leader nell’intelligence sulle minacce informatiche, che fornisce analisi avanzate per identificare e contrastare le attività malevole nel cyberspazio.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.