I ricercatori di sicurezza informatica del laboratorio Red Team Research (RTR) di Telecom Italia, firmano un nuovo e pericoloso Zeroday sul sistema VDESK di Live Box.
Comunicato tempestivamente da RTR all’azienda, come di consueto attraverso il processo di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD), l’organizzazione ha prontamente emesso le fix di sicurezza.
Il software vDesk, è la soluzione dedicata al Digital Workplace e ad una collaboration sicura, concepita per far fronte ad ogni esigenza aziendale di lavoro agile, garantendo massima efficienza, sicurezza e facilità di utilizzo.
Advertising
Il software di LiveBox comprende ben nove moduli:
vShare: consente la condivisione di file in modo sicuro tramite la crittografia AES 256 BIT;
vMeet: la piattaforma di chat, video chat e videoconferenze;
vPec: un client di posta unico sia per email tradizionali che certificate (PEC);
vFlow: la piattaforma che si occupa della digitalizzazione delle attività automatizzandole, semplifica i flussi di lavoro e gestisce gli asset digitali in tutto l’ecosistema;
vCal: il cloud aziendale;
vPeople: sistema multi user di gestione dei contatti;
vCanvas: digital workplace solution che semplifica l’accesso al network da qualsiasi dispositivo;
vDpA: la piattaforma che consente la firma digitale per contratti e documenti;
v2FA: il sistema di sicurezza per l’accesso al proprio account.
Le analisi condotte dal laboratorio RTR di TIM
Durante l’attività di bug hunting, il Red Team Research (RTR) ha rilevato un bug zeroday CRITICO sul prodotto vDesk di LiveBox.
Attraverso la vulnerabilità di “Broken Access Control” un attaccante, senza l’esigenza di essere autenticato sul sistema, risulta in grado di resettare a suo piacimento la password di altri utenti e anche degli amministratori del sistema stesso.
Questo consente all’attaccante di avere il controllo completo sul sistema.
An issue was discovered in LIVEBOX Collaboration vDesk before v018. Multiple Broken Access Control can occur under the /api/v1/registration/validateEmail endpoint, the /api/v1/vdeskintegration/user/adduser endpoint, and the /api/v1/registration/changePasswordUser endpoint. The web application is affected by flaws in authorization logic, through which a malicious user (with no privileges) is able to perform privilege escalation to the administrator role, and steal the accounts of any users on the system.
Il Red Team Research di TIM
Si tratta di uno tra i pochi centri italiani di ricerca sui bug di sicurezza, dove da diverso tempo vengono effettuate attività che mirano alla ricerca di vulnerabilità non documentate. Le attività condotte dal team, portano ad una successiva emissione di CVE sul National Vulnerability Database degli Stati Uniti D’America, terminato il percorso di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD) con il vendor del prodotto.
Nel corso di 3 anni di attività, abbiamo visto il laboratorio, rilevare moltissimi bug 0-day su prodotti best-in-class e big vendor di valenza internazionale, come ad esempio Oracle, IBM, Fortinet, F5, Ericsson, Red Hat, Nokia, Computer Associates, Siemens, F5, Fortinet, QNAP, Johnson & Control, Schneider Electric, oltre ad altri fornitori su tipologie differenti di architetture software/hardware.
Nel corso del tempo, sono stati emessi oltre 100 CVE, dove circa 8 risultano con severità Critical (9,8 di score CVSSv3).
Relativamente ad una vulnerabilità rilevata dal gruppo di ricerca sul prodotto Metasys Reporting Engine (MRE) Web Services, del fornitore Johnson & Control, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti D’America, ha emesso un avviso di sicurezza riportando come Background i settori quali: “CRITICAL INFRASTRUCTURE SECTORS, COUNTRIES/AREAS DEPLOYED e COMPANY HEADQUARTERS LOCATION”.
Si tratta di una realtà tutta italiana che emette una CVE con costanza, contribuendo in maniera fattiva alla ricerca delle vulnerabilità non documentate a livello internazionale. RTR si sta distinguendo a livello paese sull’elevata caratura delle attività svolte, oltre a contribuire all’innalzamento dei livelli di sicurezza dei prodotti utilizzati da organizzazioni e singole persone.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.