
Come abbiamo riportato qualche giorno fa, il sito dei carabinieri è stato preso di mira dagli hacktivisti filorussi di NoName057(16).
Il primo attacco è avvenuto in data 22 febbraio scorso, ma dei successivi follow-up DDoS, da parte del collettivo di hacktivisti lo hanno visto raggiungibile a singhiozzo.
La cronistoria degli attacchi è la seguente:
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Tra le date del 22 e il 6 marzo, è comparso il geolocking per mitigare l’attacco.
Il geolocking può essere utilizzato come una misura di protezione contro gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) mirati ad un singolo paese o regione geografica.
In pratica, il geolocking consente di bloccare l’accesso alle risorse di rete da determinati paesi o regioni geografiche, in modo da impedire agli attaccanti di utilizzare le risorse di rete presenti in quelle aree per lanciare un attacco DDoS. Questo perché, spesso, gli attacchi DDoS sono eseguiti utilizzando una rete di computer infettati situati in diversi paesi del mondo, che vengono utilizzati per inviare una grande quantità di traffico di rete ad un obiettivo specifico, con l’obiettivo di sovraccaricare e bloccare la sua capacità di elaborazione.
Utilizzando il geolocking, le organizzazioni possono impedire che i computer situati in determinati paesi o regioni geografiche possano accedere alle loro risorse di rete, limitando così la portata degli attacchi DDoS e proteggendo la loro infrastruttura di rete da eventuali interruzioni del servizio.
Anche questa mattina, effettuando delle verifiche, il sito dell’arma dei carabinieri risulta raggiungibile a singhiozzo, e comunque raggiungibile solo dall’Italia.

Crediamo che anche se si tratti di attacchi di Distributed Denial of Service (DDoS), gli esperti dell’arma dei carabinieri stiano attendendo l’implementazione di una protezione perimetrale adeguata che possa in qualche modo proteggere le loro infrastrutture da attacchi di questa natura.
Si tratta quindi di implementare una soluzione CDN o cloud o un Web Application Firewall (WAF) che permetta di troncare le richieste malformate verso il sito web dell’arma. Ma sappiamo anche che la burocrazia italiana del processo di acquisto della PA, relativamente a software ed hardware è lenta e cavillosa.
Pertanto, se così si tratta, la deriva è non rendere le infrastrutture critiche nazionali raggiungibili per una questione di budget o lentezze burocratiche, che quanto mai in questo periodo storico – per quanto riguarda la sicurezza informatica – sarebbero da bypassare definendo degli specifici processi di “contingency”.
Ovviamente, qualora l’Arma dei Carabinieri volesse fornirci dettagli più precisi, ne daremo visibilità con uno specifico articolo.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeQuando si parla di cybersecurity, non è raro imbattersi in notizie che sembrano prese da un film di fantascienza. Eppure, la realtà è ancora più sorprendente e a volte inquietante. La storia dei due cittadini…
CybercrimeDopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…
CybercrimeNel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…
VulnerabilitàCisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…
InnovazioneQuesta settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…