Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
In Asia e Sud-Pacifico, oltre 135.000 attacchi ransomware nel 2024: dati Interpol

In Asia e Sud-Pacifico, oltre 135.000 attacchi ransomware nel 2024: dati Interpol

20 Giugno 2026 21:04
In sintesi

La cybercriminalità in Asia e nel sud del Pacifico è in forte aumento, con un incremento significativo di reati informatici che rappresentano il 30% di tutti i crimini segnalati. I criminali stanno utilizzando l'intelligenza artificiale per attacchi sempre più sofisticati, mentre le forze dell'ordine affrontano carenze di strumenti e formazione. Le violazioni dei dati iniziano spesso con intrusioni nei sistemi, con malware e ransomware che rappresentano la maggior parte degli incidenti.

La cybercriminalità in Asia e nel sud del Pacifico rappresenta una delle principali minacce per la polizia, le imprese e gli utenti comuni. Un recente rapporto di Interpol rivela che oltre la metà dei paesi della regione ha registrato un aumento significativo di reati informatici, che ora costituiscono il 30% di tutti i crimini segnalati.

Questo dato copre il periodo da gennaio 2024 a marzo 2025 e riflette una transizione rapida verso servizi digitali, mobile banking, piattaforme cloud, pagamenti online e un’organizzazione sempre più sofisticata delle bande criminali.

L’Interpol avverte che questo incremento rappresenta un rischio non solo per gli utenti e le aziende, ma anche per l’infrastruttura critica su cui si basano i servizi essenziali. Il tipo di cybercrimine più diffuso è il furto online, inclusi i tentativi di phishing.

Advertising

Ogni mese, circa 5,5 persone su 1.000 nella regione cliccano su link dannosi, il doppio della media globale. Le applicazioni cloud sono diventate il bersaglio principale.

Nel 2024, la regione ha registrato oltre 135.000 attacchi di ransomware che hanno colpito settori come l’immobiliare, l’industria, i servizi finanziari e altri. Gli attacchi DDoS sono aumentati del 92%, con più di 6,5 miliardi di minacce cyber bloccate da gennaio a dicembre 2024. Questi dati provengono da TrendAI, uno dei partner privati del dipartimento cyber di Interpol.

Un’intera sezione del rapporto è dedicata all’uso criminale dell’intelligenza artificiale. Dalla fine di febbraio a giugno 2024, le discussioni sui deepfake nei forum criminali e nei canali Telegram sono aumentate del 600%. L’Interpol segnala che i criminali utilizzano l’intelligenza artificiale, Ransomware as a Service (RaaS) e ingegneria sociale su scala industriale. Gli attacchi stanno diventando più frequenti, economici e meglio preparati.

Le violazioni dei dati nella regione spesso iniziano con intrusioni nei sistemi, che rappresentano circa l’80% delle perdite registrate nel 2024. Il malware è stato rilevato nell’83% dei casi, mentre i ransomware erano coinvolti nel 51% degli incidenti.

Le forze dell’ordine affrontano non solo un aumento del numero di attacchi, ma anche una carenza di strumenti. L’Interpol evidenzia la mancanza di mezzi specializzati per la criminalistica digitale, la scarsa formazione pratica e una base tecnica debole. Le nazioni in via di sviluppo, gli stati insulari piccoli e le giurisdizioni con strutture investigative frammentate e legislazioni obsolete sono particolarmente vulnerabili.

Advertising

Molti paesi della regione stanno potenziando la preparazione delle forze dell’ordine, lanciando campagne per il pubblico e investendo in unità specializzate nella lotta alla cybercriminalità. Due terzi dei paesi intervistati utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi predittiva, la criminalistica digitale e il rilevamento delle minacce.

Interpol suggerisce di rafforzare la protezione dei servizi cloud, migliorare lo scambio rapido di informazioni sugli attacchi, formare gli utenti sulle nuove truffe e promuovere una collaborazione tra polizia, governi, imprese e settore civile. Il rapporto è stato preparato nell’ambito del progetto Asia and South Pacific Joint Operations against Cybercrime, finanziato dal Ministero degli Esteri del Regno Unito. I dati provengono da 18 paesi della regione, materiali di aziende private, esempi operativi e analisi delle nuove minacce cyber.

Gli hacker hanno aperto un mercato nero per l’accesso ai modelli generativi di intelligenza artificiale. Sophos ha studiato le discussioni sui forum illegali e nei canali Telegram, rilevando che i criminali stanno integrando l’intelligenza artificiale nelle loro tattiche tradizionali, non solo come strumento ma anche come prodotto da vendere e per autopromozione.

L’interesse pratico principale è legato all’accesso ai servizi di intelligenza artificiale popolari. Su questi forum si vendono chiavi API, account condivisi e accessi intermedi a modelli come ChatGPT, Claude, Grok e altri. Intorno a queste offerte si formano rapidamente gruppi di acquirenti, mentre alcuni utenti creano canali per scambiare istruzioni, prompt e metodi per aggirare le limitazioni dei modelli pubblici.


📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su 🔔 Google News.
Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram.
Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici


Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance