
Una dichiarazione congiunta della National Security Agency (NSA), del Federal Bureau of Investigation (FBI) e del Dipartimento di Stato americano avverte di una nuova minaccia informatica proveniente dalla Corea del Nord.
Gli esperti hanno scoperto che gli hacker nordcoreani inviano e-mail a varie organizzazioni statunitensi mascherandosi da aziende e identità legittime, aumentando il rischio di accesso illegale ai documenti e alle comunicazioni private degli obiettivi.
Va osservato che gli aggressori sfruttano le vulnerabilità nelle impostazioni delle policy DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting and Conformance), che consentono loro di nascondere i tentativi di ingegneria sociale durante la corrispondenza e-mail digitale. Questa tecnica viene utilizzata attivamente per raccogliere informazioni, comprese informazioni sugli eventi geopolitici e sulla politica estera degli oppositori.
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L’attività identificata appartiene al gruppo nordcoreano Kimsuky (noto anche come APT43, Black Banshee, Emerald Sleet, Springtail, TA427 e Velvet Chollima), che è associato agli esperti alla General Intelligence Agency della RPDC ed è considerato un gruppo gemello del famoso Lazarus.
Secondo Proofpoint, Kimsuky ha iniziato a utilizzare questo metodo di attacco lo scorso dicembre, prendendo di mira esperti nei settori della politica estera, del disarmo nucleare e delle sanzioni. Gli hacker in genere intrattengono una lunga corrispondenza con i loro obiettivi, costruendo fiducia e utilizzando una varietà di alias che imitano esperti del mondo accademico, del giornalismo e della ricerca indipendente.
Come notato, in questa operazione sono stati utilizzati raramente metodi come malware o raccolta di credenziali: poiché gli hacker hanno estratto la maggior parte delle informazioni preziose durante la normale corrispondenza riservata.
In un caso sollevato dalle autorità statunitensi, un hacker si è presentato come un giornalista legittimo, richiedendo un’intervista con uno sconosciuto esperto di armi nucleari nordcoreano e offrendosi di rispondere utilizzando un indirizzo e-mail apparentemente personale che si è rivelato falso.
Per migliorare la protezione, alle organizzazioni statunitensi a rischio è stato consigliato di aggiornare le proprie politiche DMARC per garantire che i server di posta trattino eventuali messaggi sospetti come spam, oltre a segnalare tali incidenti di phishing.
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