Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
I Primi hacker della storia: L’hacking è un percorso, non una destinazione

I Primi hacker della storia: L’hacking è un percorso, non una destinazione

20 Luglio 2020 21:46

Autore: Massimiliano Brolli
Data Pubblicazione: 20/07/2020

La parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. 

Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26 del MIT (Massachusetts Institute of Technology), precisamente nel 1958 presso il Tech Model Railroad Club, da appassionati di modellismo ferroviario.

Il club, gestiva una sofisticatissima ferrovia in miniatura, ed era drasticamente diviso in due fazioni:

  1. la prima fazione era denominata knife-and-paintbrush, letteralmente “coltello e pennello”. Passavano la maggior parte del loro tempo a ricreare modelli di vagoni ferroviari da anni scomparsi oppure costruivano paesaggi, oltre a leggere riviste e a fare i viaggi sulle vecchie linee ferroviarie per prenderne ispirazione;
  2. la seconda fazione invece era denominata signal-and-power ovvero “segnali e corrente”. Questa fazione era più interessata a quello che succedeva sotto il grande layout, e quindi studiavano le tecnologie per la costruzione della rete elettrica che governava gli scambi dei trenini che veniva chiamata “The system”.

B939cf 47240332d834450aa41533b52b173304 Mv2

Il sistema era costantemente migliorato, rinnovato, perfezionato, in particolare quando diveniva “gronked”, nel gergo del club che significava “rovinato”.

Le matricole collaboravano con i membri anziani, ma tutti erano persone brillanti, intelligenti, i primi della classe, rigorosamente con camicia a maniche corte a scacchi, pantaloni color kaki e una bottiglietta di coca cola tra le mani.

Ma la cosa più importante per tutti i partecipanti del club era lavorare e crescere assieme o in prima persona su un progetto, sbagliare per poi riprovare ed apprendere costantemente dai propri errori.

Questo a loro dire era l’unico modo per progredire nella conoscenza, ma guardate… non si trattava di un gruppo di svitati.

Pensate che avevano un vocabolario tutto loro (poi divenuto il famoso jargon file) che gli altri non riuscivano minimamente a comprendere, erano ragazzi che persero la testa prima per i trenini e poi per l’informatica.


B939cf 49e9c41a76604e0db7386c78c88af3c6 Mv2

C’erano anche dei membri particolari. C’era un certo Morton, che piombava improvvisamente in stato catatonico. I suoi pugni si chiudevano improvvisamente e il suo corpo si irrigidiva e la sua attività fisica lo riduceva ad uno stato di vegetale. Ma i rapporti di fratellanza erano così sviluppati nel club che non solo il comportamento di Morton veniva tranquillamente tollerato, ma qualcuno trovò anche una efficace terapia.

Morton era un grandioso giocatore di scacchi (cosa frequente tra gli hacker come la sindrome di Asperger) e in quel periodo stava lavorando ad un programma per far giocare a scacchi il computer.

Quando piombava nel suo stato catatonico era sufficiente pronunciare la frase “Morton, che ne dici di una bella partita a scacchi?” e Morton meccanicamente si sedeva al tavolo ed iniziava una silenziosa partita a scacchi che lo riportava finalmente sulla terra.

B939cf 653f5e6d38fe4d4988e5e40c3103083d Mv2

Da qua, da questo posto particolare, prese forma il famoso motto “mettici le mano sopra” in inglese “hands on”, adottato nella programmazione successivamente, per evidenziare l’importanza di procedere empiricamente, oltre che teoricamente, nello studio di una disciplina.

Ma tutto questo cosa c’entra con l’informatica e con la cultura Hacker

La parola Hacker prese forma dalla fazione che si occupava di Signal and power. Infatti il plastico era governato inizialmente da un mainframe IBM 704, per poi passare al TIX-0 o tixO e successivi elaboratori fino ad arrivare alle nuove tecnologie di oggi.


B939cf 156f6e9c5e4b44baa3e8af4d3994c3e4 Mv2

Ma al Tech Model Railroad Club non si giocava solo con i trenini, si parlava di computer militari, di programmi per suonare. Qui nacque l’etica hacker, ovvero una sorta di “manifesto programmatico”, che non poteva non far presa sull’humus libertario degli anni Sessanta.

Perché ieri come oggi, l’hacking è esplorazione, manipolazione, comprendere le cose come sono fatte dentro per migliorarle, “vedere oltre”, attraverso intuizione genio ed arte.

Quindi essere un Hacker, non è riferito solo alla sicurezza informatica come spesso oggi ci viene spontaneo da intuire, ma abbraccia tutte quante le discipline.

Quindi, nel tuo lavoro, sei un hacker anche tu?

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Massimiliano Brolli 300x300
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnhalla: come scovare bug 0day utilizzando l’Intelligenza Artificiale Generativa
Massimiliano Brolli - 02/02/2026

È il nuovo fuzzing del futuro? Con ogni probabilità sarà un approccio combinato multi agente, dove le AI assieme al bug hunter saranno in grado di ridurre drasticamente i tempi di individuazione dei bug 0-day.…

Immagine del sitoInnovazione
Moltbook, il Reddit dei Robot: Agenti AI discutono della loro civiltà (mentre noi li spiamo)
Silvia Felici - 01/02/2026

Venerdì è emersa online una notizia capace di strappare un sorriso e, subito dopo, generare un certo disagio: il lancio di Moltbook, un social network popolato non da persone ma da agenti di intelligenza artificiale.…