La società di telecomunicazioni Vodafone ha avviato un’indagine su un possibile data breach, dopo le dichiarazioni del gruppo di cybercriminali Lapsus$ relativo al furto di circa 200 GB di file di codice sorgente, equivalenti a 5.000 repository su GitHub.
“Stiamo indagando su queste affermazioni con le forze dell’ordine e non possiamo commentare la loro autenticità in questo momento. Tuttavia, possiamo dire che, di norma, i tipi di repository in questione contengono codice sorgente proprietario e non contengono dati dei clienti”
hanno detto i rappresentanti dell’azienda a SecurityWeek.
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Occorre dire che fino ad ora, gli hacker non hanno rilasciato alcuna informazione rubata.
Hanno invece chiesto a decine di migliaia di utenti di iscriversi al loro canale Telegram e di votare su chi sarebbe stata la prossima vittima, e tra le aziende era riportato il nome di Vodafone, Impresa o Mercado Libre, in quella che sembra essere una “votazione democratica” del prossimo hack.
Le votazioni dureranno fino al 13 marzo e il post ad oggi ha ricevuto oltre 1000 commenti.
Un attacco al gruppo mediatico portoghese Impresa ha causato gravi interruzioni e il gigante dell’e-commerce Mercado Libre ha recentemente confermato alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti che i dati di 300.000 utenti sono stati compromessi in un incidente informatico.
Il mese scorso, Vodafone Portugal ha segnalato interruzioni del servizio a causa di un “attacco informatico dannoso”, ma non è chiaro se l’incidente sia correlato alle affermazioni di Lapsus$.
NVIDIA ha confermato che gli aggressori hanno rubato le credenziali dei dipendenti e i certificati digitali per la firma del codice.
Samsung, da cui gli hacker avrebbero rubato 190 GB di dati, ha confermato anche il furto del codice sorgente è relativo ai dispositivi Galaxy.
Gli aggressori chiedono un riscatto alle aziende colpite in cambio della mancata pubblicazione delle informazioni loro sottratte. Nel caso di NVIDIA, hanno anche chiesto di aprire il codice sorgente dei driver per le schede video e di rimuovere il limite di hashrate che impedisce il mining di Ethereum.
Gli attacchi Lapsus$ vengono eseguiti senza l’uso di ransomware, ma al momento è una cybergang altamente agguerrita che sta mietendo vittime in organizzazioni di alta caratura.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
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