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La fine del boss di Ransom Cartel: arresto, fuga fallita e 16 anni di carcere negli USA

La fine del boss di Ransom Cartel: arresto, fuga fallita e 16 anni di carcere negli USA

15 Agosto 2026 08:05
In sintesi

Maxim Silnikov, fondatore del gruppo ransomware Ransom Cartel, è stato condannato a 16 anni di carcere negli Stati Uniti. Secondo gli investigatori avrebbe orchestrato attacchi contro almeno 18 aziende nel mondo, causando oltre 6,7 milioni di dollari di perdite. Il malware mostrava inoltre inquietanti somiglianze con il famigerato REvil.

Maxim Silnikov, cittadino bielorusso di 40 anni, fondatore e amministratore del gruppo estorsivo Ransom Cartel, è stato condannato a 16 anni di carcere negli Stati Uniti. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, il gruppo ha attaccato almeno 18 aziende in tutto il mondo, causando danni totali superiori a 6,7 milioni di dollari.

Silnikov è stato riconosciuto colpevole di cospirazione per commettere crimini contro gli Stati Uniti, cospirazione per commettere frode telematica e furto d’identità aggravato.

Gli inquirenti sostengono che Silnikov fosse attivo su forum di hacker in lingua russa almeno dal 2005, utilizzando gli pseudonimi JP Morgan, xxx e lansky. Dal 2011 al 2016 è stato anche membro del sito web Direct Connection, che ha cessato le attività poco dopo l’arresto del suo amministratore.

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Secondo le forze dell’ordine, Silnikov ha creato Ransom Cartel nel maggio 2021. Reclutava attivamente altri criminali informatici su forum di hacking in lingua russa per partecipare ad attacchi e programmi di affiliazione, fornendo loro strumenti e credenziali rubate per accedere ai sistemi aziendali. Ha anche creato una piattaforma di affiliazione attraverso la quale il gruppo gestiva gli attacchi, comunicava tra i membri, negoziava con le vittime e distribuiva i pagamenti dei riscatti.

Gli inquirenti ritengono che tra il 2021 e il 2023, i membri del Ransom Cartel abbiano attaccato almeno 18 organizzazioni negli Stati Uniti e in altri Paesi. Gli hacker hanno rubato dati aziendali, crittografato i sistemi e chiesto un riscatto per la decrittazione o la promessa di non pubblicare le informazioni rubate. I danni causati dai 18 attacchi noti del Ransom Cartel hanno superato i 6,7 milioni di dollari, ma è probabile che il costo reale sia superiore, dato che non tutte le aziende hanno denunciato gli attacchi.

È opportuno notare che il malware Ransom Cartel presentava molte somiglianze con la ben nota famiglia di ransomware REvil. I ricercatori di Palo Alto Networks hanno rilevato analogie tra il codice del ransomware e quello di REvil, ma Ransom Cartel era privo di alcuni meccanismi di offuscamento. Pertanto, gli esperti hanno ipotizzato che il malware potesse essere stato scritto da un ex membro chiave di REvil che non aveva accesso al codice sorgente completo.

Secondo gli inquirenti, Silnikov ha svolto un ruolo centrale nel cartello dei riscatti: reclutava complici, collaborava con intermediari, negoziava personalmente con le vittime e gestiva i pagamenti. Ad esempio, elaborava le criptovalute ricevute dalle vittime tramite sistemi di “mixing” per renderne difficile la tracciabilità.

Silnikov è stato arrestato in Spagna il 18 luglio 2023, nell’ambito di un’operazione internazionale. Tuttavia, mentre era in attesa di estradizione negli Stati Uniti, ha tentato la fuga ed è stato catturato mentre cercava di attraversare il confine polacco per tornare in Bielorussia. Silnikov ha infine acconsentito all’estradizione, dopo la quale è stato trasferito negli Stati Uniti.

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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance